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Emma - Essere qui


Essere qui è il nuovo album di Emma, che rilascia 11 canzoni, dal sound scarno e dalla ritmica accattivante. La prima parte del disco soffre per così dire da sindrome di struttura, con strofa bassa, ponte evocativo per ritornello esplosivo e via a mischiare i componenti, ma già si intravede comunque il nuovo corso di Emma... che "nella seconda facciata" si esprime al meglio, con una manciata di brani che tra l'altro ne fanno apprezzare le sfumature della voce. All'album han preso parte uno stuolo di musicisti di tutto rispetto: Adriano Viterbini, Paul Turner, Ninja, Andrea Rigonat:

“L’isola”:  il primo singolo estratto: “Prendi fiato e scegli me” ritmica incessante, vera e propria protagonista del brano, con la melodia che si apre nel ritornello ma che ricorda sin troppo: “When the streets have no name” degli U2

“Le ragazza come me”: qui Emma sembra quasi giocare a fare l’Irene Grandi de "La tua ragazza sempre", con la chitarra che procede a stoppate e una strofa quasi parlata e la ritmica accattivante per un ritornello “al solito” evocativo: “lo sai che le ragazze come me non sanno piangere”

“Sottovoce”: “almeno tu stammi vicino” buona la strofa sospesa con arpeggio di chitarra, un pò scontato il ritornello, il tutto si rianima con la ritmica che prende il sopravvento

“Mi parli piano”: “la felicità è un’idea semplice davanti ai tuoi occhi” ballad con la chitarra acustica portante nella stofa, che si dipana in un suggestivo ritornello

“Effetto domino”: “ho sempre voglia di farmi male con te facciamo i nostri giochi con la luce” incedere sinuoso nella strofa, buon ponte per ritornello arioso

“Le cose che penso”: sorta di reading iniziale nella strofa “le parole che si dicono senza i fatti muoiono” con un ritornello sospeso dalla melodia non proprio originale

“Portami via da te”: strofa arrembante per ponte suggestivo a preparare l’assalto finale: “tutto quello che ho cercato dentro te si è spento come un ingranaggio rotto che non segna il tempo”

“L’una e l’altra”: “per restare al centro brillavi nel buio” qui Emma sembra quasi fare il verso a Nina Zilli, ne esce fuori uno dei migliori brani dell’album, un sound minimal, dal mood retrò, dall’ottimo arrangiamento e che dimostra anche la versatilità della voce di Emma

“Malelingue”: “la mia scala di valori parte dal rispetto” evidentemente il meglio Emma l’aveva riservato per la fine, perfetto brano pop “suonato” contro gli haters: “sotto effetto degli affetti mi difenderò da te e dalle tue cattiveria”

“Sorrido lo stesso”: “mentre mi guardo nello specchio e riconosco ogni mio singolo difetto” ballad blues, con un ottimo arrangiamento “per ogni mano che ho stretto ho abbandonato il mio mondo”

“Coraggio”: “perché niente rimane se poi non ti appartiene” costruita per accumulo, suggestiva, con venature malinconiche con una coda strumentale dolce amara finale.

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