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I dolori del "non più giovane" Buffon


Fossati, Guccini, i primi nomi illustri che ci vengono in mente, hanno detto basta…  “fuoriclasse che mettono la penna al chiodo” provocando una grande dispiacere tra tutti gli amanti della canzone d'autore che sperano che i due possano un giorno o l'altro ripensarci. Per gli atleti di qualunque sport è diverso. L’età è fondamentale. E l’età passa, non si può fermare.
Da Francesco Totti professione attaccante a Gianluigi Buffon, portiere. L’età passa per tutti inesorabilmente. Totti si fece due anni di panchina in pratica prima di appendere le scarpette all'inesorabile chiodo. L’ultimo anno non giocò mai, salvo sporadiche eccezioni, carestie in avanti improvvise, risultati ampiamente compromessi. Spalletti, allora tecnico della Roma ammise: “Non corre”. E vorrei vedere, ha 40 anni, è Totti!!! Ma senza addentrarci in questioni tattiche che il tempo ha già delineato, mandando Spalletti all’Inter e Totti a fare il dirigente, Buffon è un portiere, Zoff ad esempio ha il vinto il mondiale dell’82 a 40 anni suonati. Altri tempi, ma è chiaro, palese, che il ruolo sia diverso. Il problema di Buffon è che non sta al Genoa di cui è anche tifoso tra l’altro, ma alla Juventus, dove ti tirano in porta una volta a partita in Italia e se in Champions che è un’ossessione al di là delle parole di Allegri sbagli a piazzare la barriera su una punizione, quando di contro hai uno che notoriamente segna su punizione “Eriksen” qualche domanda incominci a porgertela. Anche perché nell’infuocato derby il mister a conti fatti tra smentite varie e interviste ad hoc, comunque ti preferisce l’erede designato che non è Borini (Tacconi perse a un certo punto la sua titolarità in quella rincorsa all’Europa che conta, per chi se lo ricorda) ma un polacco dal nome impronunciabile che ha tenuto lo scorso anno in panchina “Allison” fenomeno romanista e già preda delle lusinghe del calciomercato. "Mi ritiro dopo i mondiali, se vinco la champions faccio un altro anno, decide il presidente Agnelli…" Gianluigi Buffon non ha le idee confuse, lui vuole giocare ancora ancora e ancora… Come Totti.. e anche di. più… perché lui sta in porta. Al di là delle voci che dicono che Agnelli abbia proposto a Buffon un rinnovo del contratto con mezzo stipendio in meno, al di là  del fatto che il portiere polacco ex Roma non è venuto a fare “il badante” piuttosto “il ragazzo alla pari”, Buffon si trova al classico bivio che assale gli atleti del suo livello arrivati a fine carriera. La Figc lo aspetta a braccia aperte, la Juve non lo ritiene più indispensabile ma gli offre un ruolo da secondo di primo piano e un futuro in dirigenza… Ma Buffon non può pensare in questi termini… e infatti, non lo fa… Non ci dispiacerebbe a dirla tutta a differenza di un Totti in panchina fisso, di un Del Piero in Australia… un Buffon al Genoa, magari con Perin che fa il percorso inverso a fare il vice del polacco dal nome impronunciabile, ma non è possibile, perché un numero uno  ha bisogno di certi scenari. e con tutto il rispetto non è Walter Zenga che va alla Sampdoria dopo una vita all'Inter, non ci pensa nemmeno,  perché uno come Buffon, una leggenda vivente, non potrà mai essere non solo  vice di nessuno ma neanche uno che “vuole giocare per forza”… che a dirla tutta, anche il prossimo anno sarebbe titolare innamovibile in tutte o quasi le squadre della serie A.  E poi vince il premio come miglior portiere della champions, quando? “Pochi mesi fa” e Di Biagio, commissario ad interim di quello che resta della nazionale italiana dopo l’onta svedese pare lo voglia convocare comunque… nonostante Gigio Donnarumma, di cui parlano come il portiere più forte dai tempi… di Gianluigi Buffon… 

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