Passa ai contenuti principali

Max Gazzè - Alchemaya



Alchemaya di Max Gazzè è un’opera vera e propria in cui immergersi senza reticenza alcuna, dove abbandonarsi ad occhi chiusi e cuore aperto è l'unica scelta possibile per apprezzarne in pieno il genio del nostro  - “Voglio farmi emozione senza rabbia o paure” canta, e ci riesce appieno, tra miti, leggende, esoterismo, storie della bibbia... "la prima facciata dell'album" è una vera e propria epopea, affascinante e misteriosa, sinuosa e avvolgente. In Italia "solo Battiato si è spinto così oltre". Max Gazzè con coraggio si approccia per così dire alla materia, "alla musica colta" senza dimenticare le sue radici pop, mischiando alto e basso con estrema classe e perizia tecnica. C'è da aggiungere che lo spettacolo in se "Alchemaya" appunto, non è del tutto nuovo, ma è stato testato "live" lo scorso anno.
 Passiamo adesso in rassegna i singoli brani anche se si tratta come accennavamo all'inizio di un'opera vera e propria, che vede "all'opera" oltre 60 musicisti:

“L'Origine Del Mondo”: violini trionfanti che si fanno dolenti per uno dei brani contenuti ne “La favola di Adamo ed Eva”, riarrangiato per l’occasione a distanza di 20 anni, meraviglioso.

“Enuma Elish”: “un cielo senza nome gli dei come mondi nei profondi abissi” Reading su pianoforte portante.

“Il Diluvio Di Tutti“: “dei troppo umani e uomini schiavi” atmosfera solenne, col pianoforte ancora portante che viene via via “sommerso” dagli archi. Nella seconda parte del brano impossibile non pensare a Battiato prima del tripudio dei fiati.

“Vuota Dentro”: marcia dal mood “funereo” dall’incedere sinistro e misterioso: “il sole che appare è più rosso e rimane li fisso di notte e l’uomo abitante da questo lato è un gigante pazzesco nato buono”

“L'Anello Mancante”: “nonostante l’idea del caso serpeggi petulante ancora oggi” reading su echi lontani di suoni: “è stata una scintilla a parte il pezzo mancante di argilla che fece astratto l’impasto dell’uomo”

“Etereo”: come da titolo c’è quasi una sensazione di impalpabilità nel brano, una sensazione di volteggiare nell’aria, ora complice, ora misteriosa: “io miglioro nel tempo”

“La Tavola Di Smeraldo”: morbida e sinuosa, annaliante nel suo incedere: “tu uomo del presente stella triste confinata sempre nelle sciocche norme del tuo corpo fuggi il torto uguale ad ignorare ciò che non esiste perché esiste in altre forme ”

“Visioni Ad Harran”: marcia solenne, che cresce sempre d’intensità e pathos: “ma transita a volte in qualcosa che vola”

“Bassa Frequenza“; “brilla il calcare esteriore come un diamante” altro reading .. su “segnali di vita”

“Alchimia“: “perché l’anima funga da sviluppo è necessario che schivi tutto quello che pare un reale desiderio” archi e fiati sugli scudi, ottimo l’arrangiamento.

“Il Progetto Dell'Anima “:  “amore, coscienza, risveglio” diradata e intrisa di suggestioni

Nella seconda parte dell'album troviamo i grandi successi di Gazzè rivisitati per l'occasione, da Cara Valentina al Timido Ubriaco passando per Ti sembra Normale a Una musica può fare e via dicendo... che acquistano, chi più, chi meno in versione orchestrale nuova linfa e nuove sfumature. E non mancano gli inediti da “La Leggenda Di Cristalda E Pizzomunno”: la fiaba presentata a Sanremo, “ma io ti aspetterò” che in questo contesto si apprezza decisamente di più, pura magia, a
“Se Soltanto”: “se soltanto mi parlassi quando dialogo con l’aria” perfettamente in linea col modo dell'album e per finire con “Un Brivido A Notte”: dall’aria nobile e antica “spargete i fiori al mio passeggio rido ancheggio e sbadiglio fino al giaciglio degli adulteri”

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...