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Paletti - Super


Ritmiche serrate, incisive, accattivanti, senza mai rinunciare alla melodia, arrangiamenti efficaci a vestire "testi di spessore", acuti, intelligenti, che con sguardo lucido, disincantato, ironico,  ritraggono la realtà di tutti i giorni, analizzando "i rapporti di coppia", vera e propria tematica principale, tra gelosie, tradimenti, riflessioni amare, malinconie. Potremmo sintetizzare così "Super" il nuovo album di Paletti. 11 canzoni electro pop che si fanno apprezzare già al primo ascolto ma che hanno il merito di crescere sin dal secondo. Un album godibilissimo che conferma il talento del nostro se mai ce ne fosse ancora bisogno:

“A che serve l’amore”: "nel vuoto non serve equilibrio, ti passo attraverso, due stanze due vite in affitto, nessuno è se stesso” electro pop dalla ritmica decisa e convincente, con una buona apertura melodica nel ritornello.

“La notte è giovane”: “se è un mondo alla rovescia e così sia io ti giuro tiro i secchi d’acqua in testa ai vecchi sotto casa mia” strofa martellante che si distende nel ritornello.

“Lui, lei, l’altro”: “poi ritorna a casa e trova tutto come sempre la cena , un bacio freddo e quel suo uomo interessante mediamente” accattivante filastrocca pop su un triangolo amoroso.

“Più su”: “siamo anime bonsai piccole ma pratiche” electro funk “ritornare vergine non è così semplice” con buone armonie nel ritornello.

“Pazzo”: “Tra di noi c’è un abisso stessa età diverso sesso ecco perché vuoi gridarlo assieme a me” costruita su pochi accordi che si ripetono, con gli strumenti che entrano ed escono uno dopo l’altro a far risaltare un ottimo arrangiamento.

“Nonostante tutto”: “stasera non ci aspetta niente ma ciò che conta è l’atteggiamento Il movimento degli astri ti vedo nuda e non ci penso più”, sicuramente piacevole, dal mood nostalgico, è il brano in assoluto più orecchiabile dell'album.

“Eneide”: dedica al figlio con strofa che ricorda "Celentano” sorretto da una ritmica accattivante, bellissimo il ritornello:“ora lo sai quanto è difficile per noi restare in equilibrio e poi chiamarlo vita”

“Capelli blu”: “Ho fatto un brutto sogno amore mio godevi e chiamavi un nome che non era il mio
paranoicamente disperato innamorato” ritmica trascinante e melodia retrò che si libra nel ritornello.

“Jimbo”: intensa e poetica ballad carica di pathos con una stupenda seconda parte psichedelica, "space": “non senti che ci manca l’anima, forse è così, siamo così” una delle migliori tracce del lotto.

“Chat ti amo”: uno dei testi più centrati dell’album: “ho scoperto un proverbio cinese che dice chi ha il cazzo più piccolo ha il cuore più grande sono vegano da cinque minuti e già mi sento un uomo migliore” brano dall’incedere ipnotico con un buon ponte che lancia un ritornello trascinante.

“Accidenti a te”: “bevi un caffè in piedi meglio se poi te ne vai, amare te è stato la causa di tutti i miei guai” malinconia e leggerezza, il tutto a tinte retrò.

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