Ghost Wars (SyFy/Netflix)



“La morte cos'è? Io credo che la morte sia una porta, una porta per un posto migliore... dove possiamo vedere tutto e tutti... un posto dove il tempo è perduto e l'amore avvolge ciascuno di noi”


Ideato da Simon Barry, la nuova serie horror della SyFy, portata in giro per il mondo dal network on demand Netflix, “Ghost Wars”, ci racconta la storia del tormentato e solitario Roman Mercer (Avan Jogia), uomo dotato di poteri psichici che deve salvare una cittadina dell'Alaska da un'infestazione di fantasmi. La serie entra nel vivo delle paure più remote, nel mondo dei vivi e dei morti, dei mostri che stanno fuori, ma soprattutto dentro di noi, ma anche di tradimenti e guerre fredde. Purtroppo però non bastano fantasmi e mostri, un cielo grigio, luci intermittenti ed esplosioni improvvise a fare di un horror un buon horror e “Ghost Wars” è una serie con parecchi problemi, innanzitutto presenta una narrazione lentissima, noiosa, un episodio sembra interminabile, a questo si aggiunge un cast non di certo perfetto ed una trama complicatissima, fin troppo intricata, ma nonostante questo abbastanza prevedibile ed il gioco è fatto: il risultato finale è quello di una serie che si abbandona facilmente e che non rimarrà nella memoria. Barry non fa altro che intrecciare delle relazioni impossibili, anedotti difficili da ricordare e collega tutto tra loro, portando “Ghost Wars” ad essere una serie per intelletti acuti che hanno la forza e la volontà di affrontare una maratona 13 episodi - quelli che compongono la prima stagione - tutti d'un fiato o quasi, perché se si fa passare troppo tempo tra una puntata e l'altra risulta poi decisamente complicato orientarsi. Ma contorto non è sinonimo di qualità, o meglio, non sempre, ma di certo non lo è in questo caso. 


Roman, nel corso degli episodi, si aprirà al mondo e comincerà ad intrecciare relazioni con i nuovi concittadini, di questa piccola e sperduta cittadina chimata Port Moore, tra questi ricordiamo: Billy McGrath (Kim Coates), un uomo contorto, ladro e truffatore, ex pescatore che usa la sua barca per il contrabbando; il Reverendo Dan Carpenter (Vincent D'Onofrio), con una crisi di fede molto profonda, che approfitterà dell'avvento dei fantasmi per cercare di guadagnarci su; Doug Rennie (Meat Loaf), uomo tormentato e adirato col mondo intero, perseguitato dal suo stesso passato, troverà in Roman un ottimo capro espiatorio dove rivoltare tutta la propria frustrazione; il Dottor Landis Barker (Kandyse McClure) è invece un giovane ricercatore pragmatico, che ha sempre cercato di scappare da luoghi come Port Moore, ma soltanto lì può mirare ad un potenziale avanzamento di carriera; infine la Dottoressa Marilyn McGrath-Dufresne (Kristin Lehman), medico della città, molto rispettata, una delle poche che non crede nell'infestazione di fantasmi, ma dovrà necessariamente cambiare idea quando questi cercheranno di far del male alle sue figlie. 


Questo il cast prevalentemente maschile che compone questa serie che, come dicevamo, perde qualità di episodio in episodio, con un concatenarsi di eventi troppo pregno ed intenso, viaggiando su quel filo che potrebbe portare la serie da un momento all'altro a piombare nella mediocrità più assoluta, poggiandosi però sempre in bilico su questa trama troppo intrecciata e noiosa. In sintesi ci troviamo di fronte ad una serie davvero per pochi, per gli amanti di un genere ultimamente troppo sfruttato ed ormai eccessivamente scopiazzato.





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