Seven Seconds (Netflix)



Seven Seconds (Netflix)

“- Mio figlio è rimasto al freddo, nella neve a soffrire per ore e nessuno si è accorto di lui a parte un cane... potrebbe non camminare mai più, potrebbe non svegliarsi mai più e lei mi dice che al responsabile daranno dai tre ai cinque anni? Quell'uomo merita di morire per ciò che ha fatto a mio figlio!”

Un uomo corre in una strada piena di ghiaccio verso la moglie che ha le doglie, ma che non risponde al telefono. E' preoccupato. Riceve una chiamata, pensa sia lei, si distrae e qualcosa colpisce l'auto e lo manda fuori strada. Parte così la nuova serie antologica (ogni stagione, la serie è stata già rinnovata per una seconda, avrà una storia diversa con attori e personaggi diversi) di carattere crime della Netflix basata sul film russo “The Major” del 2013. “Seven Seconds” però parla prevalentemente di razzismo e affronta argomenti di disagio, rancore, rabbia e racconta di quelle storie che fondamentalmente non si vedono mai nelle prime pagine dei giornali perchè di “poca importanza”.


Tra queste storie c'è anche la morte del ragazzino travolto in bici da un uomo bianco che correva dalla moglie in ospedale. Omissione di soccorso e tentato omicidio, ma chi guidava era un poliziotto bianco e la prima cosa che fa è chiamare un suo collega che gli comunica: “Non ti ha visto nessuno? Ecco cosa faremo... tu adesso te ne vai, muoviti... è morto, non puoi fare più niente per lui... ti crocifiggeranno tutti per questo, la faranno pagare a ciascuno di noi, capisci che sto dicendo? Non lo troveranno mai qui, ok? Non devono saperlo!”. Ma il ragazzo in realtà non era morto e forse poteva ancora essere salvato. Il caso viene affidato ad un procuratore di colore che ha già fin troppe scartoffie tra le mani e troppo lavoro da gestire, ma a poco a poco riesce a prendere la cosa sul serio. E' da qui che parte tutto, perché le tensioni raziali ci sono già e questa omissione di soccorso non fa altro che accentuarli, con tutte le conseguenze del caso. Ci troviamo in Florida quando avviene questo incidente, ma ce ne sono molti altri nell'immediato passato che hanno spinto gli afroamericani a ribellarsi: 5 anni prima un ragazzo di colore esce da un negozio e solo per avere una “faccia sospetta” viene ucciso da un poliziotto con due colpi di pistola.



Un paio di anni dopo un diciottenne afroamericano esce da un tabacchino dopo aver rubato dei sigari, raggiunto dai poliziotti il ragazzo si arrende e alza le mani, ma loro sparano lo stesso, sei colpi. Qualche tempo dopo, nell'Ohio, un bambino gioca con una pistola giocattolo, gli agenti lo vedono, intervengono, gli intimano di abbassare l'arma, ma il bambino non capisce, dopo poco gli sparano, uccidendolo. Tutti questi sono fatti realmente accaduti che hanno spinto la nascita di “Seven Seconds”, ideata da Veena Sud, già dietro le quinte di “The Killing”, ed ancora una volta la showrunner ci fa rivivere un caso realmente accaduto. Tanto che la stessa ha dichiarato in una recente intervista che fosse suo dovere raccontare la storia della famiglia Butler, perché stanca di vedere ogni giorno ingiustizie come quella di questi genitori annientati dal dolore, costretti a vedere il figlio quindicenne, Brenton, su un letto d'ospedale in fin di vita, al quale la giustizia non presterà mai l'adeguata attenzione. Il cast è incredibile: la protagonista è Regina King, vincitrice di due Emmy per la serie “American Crime”. E la King ci torna al crime, in grande stile, perché “Seven Seconds” è una serie imponente, cruda, potente, audace. Si racconta la storia di persone deboli, storie di emarginati, ragazzi e ragazze che finiscono nel dimenticatoio, poco importanti per la politica e per la comunità. Ad interpretare i genitori del ragazzo ci sono due attori eccellenti: Regina King, appunto, e Russell Hornsby, rispettivamente Latrice e Isaiah, che si troveranno nelle mani di un procuratore distrettuale zeppo di impegni, poco preparato e dedita all'alcol, tale K.J. Harper (Clare-Hope Ashitey).



Di contro ci sono i quattro poliziotti coinvolti nell'occultamento del corpo sono: Peter Jabloski (Beau Knapp), colui che guidava l'auto, ed i corrotti Felix Osorio (Raul Castillo), David Lyons (Mike Diangelo) e Gary Wilcox (Patrick Murney), che abbandonano lì sulla neve il corpo, apparentemente senza vita del ragazzo, che verrà poi ritrovato da un cane ore dopo. In mezzo alla folla però c'è sempre qualcuno giusto e corretto, che chiede giustizia, Joe Fish Rinaldi (Michael Mosley), investigatore che cercherà a tutti i costi la verità. Il flebile respiro di Brenton e la macchina al quale è attaccato, creano il ritmo costante e cadenzato dei primi episodi di “Seven Seconds”: una serie politica, un thriller dal forte senso sociale ed etico, un drama familiare immediato ed emozionante. Qualcuno ha visto qualcosa, qualcuno scoprirà la verità, ma ci sarà davvero giustizia o per le persone di colore ancora oggi non ci sarà una giustizia totale? La vita di un ragazzo di colore è forse meno importante di quella di quattro poliziotti bianchi? A quanto pare si. Netflix sforna questi 10 episodi di una serie tv imperdibile. La migliore serie tv di questi primi mesi del 2018.

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