La faccia sbigottita di Barzagli, la voce strozzata di Buffon di ieri sera, hanno riportato alla mente e non solo del popolo juventino, le più o meno recenti “disfatte azzurre” con “i veterani” ritratti dalle immagini televisive, in preda alla resa più eloquente, che complice l’età ormai avanzata getta nell’emozione più intima. Non più muri invalicabili, impotenti di fronte alla classe degli altri, umani, troppo umani. E se anche l’ultimo baluardo di gioventù della ex BBC “Chiellini” diventa un misto di confusione e furia cieca nel tentare giocate risolutive che spetterebbero più a un Douglas Costa per intenderci, che ai suoi piedi non certo educatissimi, ecco che la coperta juventina si scopre irrimediabilmente corta e dice tanto, anche sulla mancata qualificazione azzurra agli ultimi mondiali. Ma senza addentrarci in discorsi più ampi riguardanti la fine del ciclo azzurro e di questi valorosi condottieri, la differenza di ieri, lampante, è stata la dimostrazione dell’immaturità di Dybala su grandi palcoscenici, due ingenuità clamorose che hanno permesso al Real di strapazzare la vecchia signora, che a ben vedere è stata tradita sia dai suoi senatori, che mai erano apparsi così logori, soprattutto dal punto di vista mentale e dalla sua gemma più preziosa, anche lui incapace di reggere la pressione di fronte a certi colossi del calcio mondiale. Non è un caso che il migliore in campo per la Juve sia stato quel Sami Khedira iper criticato dal suo stesso pubblico pochi giorni prima. Maturo, ma non ancora giunto al capolinea, ricco di personalità e scevro dai cattivi pensieri e dalle ombre del recente passato che sembrano attanagliare la vecchia guardia bianconera.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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