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Rise (NBC)


“Perché ho scelto uno spettacolo su un gruppo di adolescenti sessualmente repressi che crescono nella Germania del 19esimo secolo? Perché, proprio come voi, hanno a che fare con dei genitori intolleranti e con insegnanti che non li capiscono. Questi ragazzi sono come voi e le loro storie sono come le vostre”

La prima cosa che ovviamente salta all'occhio di questa nuova serie tv della NBC, “Rise”, è che ci riporta in tv Josh Radnor, l'indimenticato Ted Mosby protagonista dal 2005 al 2014 di “How I Met Your Mother”, una delle sitcom più famose e amate del millennio. Ma accantonate completamente l'idea che avevate di Radnor nei panni di Mosby, perché adesso è decisamente cambiato. Qui l'attore si cala nei panni più “adulti” e seri di un professore di lettere di un liceo quasi escluvamente dedito allo sport, che un giorno, dopo che da tempo ha dedicato fatica e lavoro a degli alunni che nemmeno lo stanno ad ascoltare, decide di dare nuova linfa vitale al reparto teatrale dell'istituto, cercando una nuova attività da svolgere, un cambiamento di cui ha bisogno, vista la situazione familiare non certamente idilliaca. 


Ma anche gli allievi non se la passano meglio e scopriremo a piccoli passi come ognuno di loro abbia, una volta tornato a casa, problemi familiari spesso più grandi della loro età. “Rise” è una bella serie tv, di quelle che mette a confronto le vite “vere”, che porta il canto, la danza e la recitazione a quei livelli che ti salvano letteralmente la vita. E' una serie corale, accattivante, forte, che racconta le angosce, i cambiamenti, le difficoltà, i turbamenti di un'età complicata, un'età di passaggio importante e quando ti capitano nella vita insegnanti come Mr. Mazzu, allora sei stato davvero fortunato. “Rise” crea fin dai primi minuti un'empatia tale col pubblico che risulta davvero difficile mollarne la visione e prima che il telespettatore se ne renda conto si trova catapultato nei drammi dei protagonisti in una narrazione veloce e in un meccanismo tale da creare fin da subito un legame stretto con ognuno di loro, a cominciare dal già citato Lou Mazzuchelli (Josh Radnor), meglio conosciuto come Mr. Mazzu, professore di inglese della Stanton, in Pennsylvania, che decide di prendere in mano le redini del teatro della scuola e mettere in scena una rivisitazione di “Spring Awakening”, musical ambientato nella Germania del diciannovesimo secolo che racconta la vita di un gruppo di adolescenti alle prese con la scoperta della propria sessualità, attraverso gesti e linguaggi parecchio spinti. Proprio per questo Mr. Mazzu si troverà subito a dover fronteggiare le ripicche di un Preside e di una comunità di genitori abituati a vedere in scena “Grease” e “Il Mago di OZ” e quindi scioccati dalle nuove direttive cercheranno in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote all'insegnante. 


Nel cast anche: Tracey Wolfe (Rosie Perez), la precedente direttrice della sezione teatrale della scuola che ben presto si troverà a fare da assistente a Lou e, nonostante le prime avvisaglie di scontro, cercherà di spalleggiarlo; Coach Sam Strickland (Joe Tippett), severo allenatore che mette lo sport prima di qualsiasi altra cosa; la moglie di Lou, Gail (Marley Shelton), che deve fare i conti con gli impegni del marito e badare ad un figlio adolescente dedito all'alcol, Gordy (Casey Johnson); e poi ancora tutti gli studenti coinvolti nello spettacolo: Lillette (Auli'i Cravalho), protagonista del nuovo show, con un rapporto conflittuale con la madre, Robbie Thorne (Damon J. Gillespie), quaterback della squadra di football, sciupafemmine, ma che ama anche l'arte ed il canto e che nella vita privata deve badare ad una madre malata costretta a vivere in una clinica; Simon (Ted Sutherland), ragazzo che proviene da una rigidissima famiglia religiosa che si oppone alla partecipazione del figlio al nuovo spettacolo; Gwen (Amy Forsyth), figlia del Coach Strickland, che cerca di affrontare con forza l'imminente separazione dei genitori; ed infine Maashous (Rarmian Newton), studente senzatetto che si occupa del reparto luci del teatro e che ben presto verrà ospitato a casa della famiglia Mazzuchelli, aizzando l'invidia di Gordy. 


Un cast, come dicevamo, numerosissimo, ma che sorprendentemente non crea confusione: ognuno ha il suo spazio ed ognuno ha il suo carattere ben delineato. Creato da Jason Katims, già dietro le quinte di “Roswell” e “Parenthood”, la serie promette molto bene e alla luce dei primi quattro episodi si evince che c'è molto da raccontare e tanto da portare alla luce. Nonostante ci siano davvero molti telefilm sulla scuola e sui drammi adolescenziali, “Rise” riporta in scena dinamiche un po' scordate, tipiche da anni '90, piene di emozioni belle da raccontare: una serie positiva, che nonostante gli svariati drammi, cela sempre un lieto fine.


“Lo facciamo perché vi permettere di saltare educazione fisica? Assolutamente si. Ma lo facciamo anche perché siamo degli artisti. E' nostro compito e dovere di rappresentare il mondo in cui viviamo con sofferenza, con desiderio. Dobbiamo raccogliere i percorsi altrui. Possiamo contare l'uno sull'altro”

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