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Dietland (AMC/Amazon Prime Video)


“Tutti mi chiamano prugna, perché sono rotonda e succulenta... o come si dice: grassa!”

Tratta dal successo letterario omonimo di Sarai Walker e rivisitata per la televisione da Marti Noxon – già sceneggiatrice di “Unreal” e “Girlfriends' Guide to Divorce” - per la AMC, arrivata in Italia grazie ad Amazon Prime Video, “Dietland” è una serie che riscopre le forme della donna, le sue “rotondità” trasformandole in schiettezza e guerra tra poveri. Alicia Kettle (Joy Nash), detta “Prugna” è una redattrice di moda, che risponde alle lettere inviate al suo capo, Kitty Montgomery (Julianna Margulies), magrissima e bellissima donna di potere, facendo finta di essere lei. Un giorno Prugna deciderà di sottoporsi ad un'operazione dimagrante per perdere peso ed è da lì che fondamentalmente la serie, con molta lentezza, cerca di prendere il volo, perché alcune organizzazioni femminili iniziano ad ostacolare il suo processo e ad interferire sulla scelta della protagonista. Di Alicia però noi non vediamo la rotondità, anche se di questo fondamentalmente parla l'intera serie e un po' anche si adagia, ma la donna è intelligente, colta, sensibile, tutte caratteristiche cui nessuno sembra dare conto. 


E' una donna con scarsissima vita sociale: ha un solo amico gay, Jake (Mark Tallman), proprietario di una pasticceria, alla quale Prugna ogni tanto da una mano preparando i suoi prelibati dolci. La serie non è assolutamente cinica e piacevolmente divertente come il libro, anzi, risulta per lo più triste, a tratti perfino violenta, con una protagonista infelice che cerca di esaudire un sogno che puntualmente viene cercato in ogni modo di toglierle. A capo di questa organizzazione che mira a ostacolare Prugna ad esaudire il suo agognato sogno c'è Verena (Robin Weigart), che vorrebbe vedere la protagonista accettarsi per quello che è. 


La serie fatica a trovare un'identità vera e propria e soffoca tra tristezza e depressione ed anche se recitata benissimo, la vera attrazione dello show rimane una Margulies quasi irriconoscibile, ma sempre eccellente nelle sue interpretazioni che, come sappiamo, l'hanno portata più volte a vincere premi molto importanti. Nonostante una narrazione lenta, una poco originalità di base e una tristezza intrinseca che accompagna gran parte della prima stagione, dobbiamo anche soffermarci sul fatto che “Dietland” è una serie incredibilmente attuale e molto coraggiosa, una serie “ingombrante” che mira a fare della tecnica il suo punto di forza: buonissima la qualità della scenggiatura, della regia e della fotografia, ma pecca di empatia: alla serie non ci si affeziona e si abbandona con facilità, non attira e non si aspetta con ansia l'episodio successivo.

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