Se ne parlava ormai da anni, ma la
minaccia sembrava non essere fondata, invece, purtroppo oggi è
giunta la notizia ufficiale che non avremmo mai voluto leggere: Joss
Whedon, creatore originario della serie cult “Buffy”, andata in
onda per sette stagioni dal 1997 al 2003, ha deciso di creare un
reboot della serie, affiancato nella creazione da Owusu-Breen e con
protagonista una “Buffy” di colore. Negli ultimi tempi siamo
stati invasi dai reboot: da “McGyver” a “Dynasty”, da
“Beverly Hills 90210”, passando per “Sabrina vita da strega”,
per poi andare avanti con “Streghe”, “Roswell” e adesso
quest'altra catastrofe. A parte il fatto che non ne possiamo più di
reboot, ma di tanto in tanto ci piacerebbe anche vedere produzioni
nuove ed originali, ma a prescindere da questo, puntualmente tutti i
reboot sono stati un enorme fiasco, serie televisive per lo più
inguardabili, ma allora ci chiediamo: perché distruggere anche la
memoria dell'ammazzavampiri più famosa al mondo?
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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