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The Kolors Resoconto Live Cous Cous Fest - San Vito Lo Capo 27 settembre 2018



In una cornice quest'anno decisamente più ampia, ma anche più fredda e meno coinvolgente – il palco è stato spostato dalla più piccola e caratteristica piazza della cattedrale, alla spiaggia – il tradizionale Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo ha ospitato come sempre volti noti del panorama musicale italiano, come Le Vibrazioni, Gemitaiz, Ermal Meta e ieri sera i The Kolors, gruppo giovane che ha fatto del ritorno agli anni '80 il suo punto di forza. Ed è proprio questa “gioventù” che manca all'appello, l'età media del pubblico è molto più alta dei soliti fan della band ed il pubblico di conseguenza non è poi così caloroso.

Stash, front-man della band, fa fatica a scaldarlo, nonostante siano tutti i componenti visibilmente contenti di essere in Sicilia, mentre ci fanno ascoltare i loro pezzi più famosi dei due album finora prodotti: “Out” e “You”, e nonostante spesso, in qualche breve pausa, ci si accorge che il pubblico, a parte alcuni, non conosce i testi delle canzoni, loro si divertono comunque, questo è palese anche quando proseguono ad libitum fino agli ultimi brani di chiusura del concerto, tra i quali ci sono “Frida”, portato dai The Kolors all'ultimo Festival di Sanremo, “Il Mondo”, cover del brano di Jimmy Fontana presentato ad “Amici”, trasmissione che hanno vinto nel 2015 e che li ha resi celebri, e che da allora non smettono di presentare ai loro live. Poi continuano con “Everytime”, il loro più grande successo, e due inediti che con ogni probabilità saranno presenti all'interno del loro prossimo album. Prima di salutare il pubblico, la band dedica un lungo medley di brani celebri italiani di Lucio Battisti e Vasco Rossi: “La canzone del sole”, “Albachiara”, “Eppur mi son scordato di te”, “Il tempo di morire”, e molte altre. Sul palco insieme a Stash i compagni di una vita: Daniele Mona al sintetizzatore, percussioni e tastiere e Alex Fiordispino alla batteria; è entrato a far parte del team un altro elemento dall'inizio di questo tour estivo 2018: Dario Iaculli al basso. 

Oltre ai brani presenti nei loro primi due album e al medley interamente italiano, la band ci riporta costantemente agli anni '80 con brani di Michael Jackson e Queen, per poi proiettarci ai nostri giorni e alle loro collaborazioni con J-Ax, Fedez e Levante in “Assenzio”, e in “Come le onde” sempre con J-Ax. In un intercalare continuo da presente e passato, Stash scherza, ride, si diverte, intrattiene il pubblico ringraziando costantemente. Si balla, si canta tale da coinvolge tutti. Il cantante dice: “Noi, da napoletani, ci sentiamo un po' siciliani ed ogni volta che veniamo in Sicilia ci sentiamo un po' a casa”, poi scende in mezzo al pubblico, issandosi letteralmente sulle transenne baciando e tendendo la mano a coloro che sono presenti nelle prime file, lo fa più e più volte durante il concerto e non è una cosa che si vede spesso: negli ultimi anni nessuno scende più tra il pubblico, raramente succede che un cantante manifesti quasi la voglia di gettarsi in mezzo ai suoi fans, ma Stash lo fa ed è una cosa che lo rende più simpatico e “umano” di molti suoi colleghi. 

Inoltre ci dimostra palesemente, malgrado tutte le critiche gettategli addosso durante "Amici" e nelle innumerevoli partecipazioni tv in cui si criticava il suo play-back - oltre a un autotune evidente e marcato con sintetizzatori vocali molto forti - che al contrario live non pecca quasi mai, ogni tanto si scorda qualche parola, ma nel complesso è vocalmente puntuale a dimostrazione del fatto che i The Kolors, portando in scena un loro modo di fare musica marcatamente anni '80, incisivo e da “tormentone”, sono una delle pochissime cose decenti uscite dai Talent in questi 18 anni di “Amici”, 12 di “X-Factor”, 5 di “The Voice”, ecc. ecc.

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