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Uno di Famiglia di Alessio Maria Federici


- Avete sbagliato casa!
- Diceva così anche Pablo Escobar!

- Che cazzo fai, mi hai sporcato tutto il muro, è da quando hai sei anni che ti dico di non sparare in casa

Alessio Maria Federici con "Uno di famiglia" porta sul grande schermo una commedia intelligente e attuale, (che può ricordare l'operazione "al contrario" fatta da Luca Miniero in "Un boss in salotto") divertente e per più di un verso amara, con qualche sbavatura qua e la, ma che trova un suo non facile equilibrio grazie a una più che discreta sceneggiatura e all'affiatamento attoriale. Luca (Pietro Sermonti) è un professore di dizione, pieno di debiti, che si barcamena come può, anche perché i suoi clienti ritardano i pagamenti, così come fa da 6 mesi l'affittuario del suo appartamento (Neri Marcoré) che tra l'altro sta su una sedia a rotelle. La sua compagna Regina (Sarah Felberbaum) non se la passa meglio, visto che la compagnia proprietaria del suo negozio, vuole triplicarle l'affitto. La situazione cambia di colpo, quando Sermonti salva un suo giovane cliente che rischiava di essere investito da un'auto. Il giovane è infatti figlio dei Serranò, una delle più importanti e temute famiglie calabresi trasferitesi a Roma, con a capo Peppino, uno straordinario Nino Frassica coadiuvato dalla sanguinaria zia Angela, interpretata magistralmente da Lucia Ocone, che per riconoscenza lo fanno "entrare nella famiglia" dalla porta principale.  Da qui in avanti si innescano una serie di facili dinamiche che portano a creare svariate situazioni comiche che vanno a contrastare i dubbi morali della coppia composta da Sermonti e dalla Felberbaum, perché se da una parte i nostri ripudiano ogni favore, dall'altro si rendono conto di "come va il mondo". Federici ricerca e trova come dicevamo all'inizio, un equilibrio non facile, senza scadere in un discorso puramente comico, ne andando a parare in uno troppo serio. Un film da vedere, interessante, anche per il suo crudo messaggio di fondo, di quanto sia labile il confine tra legale e illegale e quanto siano ormai divenuti "normali" determinate pratiche e modi di agire, sia nel contesto criminale che nella vita di tutti i giorni.

- Ma ti piace u' sarago? 
- No!
- Eccone un altro che ci piace u'sarago!

- E se per caso mi sono bevuto tutta l'Umbria che succede? 
- Te ne vai a casa e attacchi con l'Abruzzo

- Ormai mi conosci, non faccio male a una mosca... fino a quando la mosca non mi rompe i cugghiuna

- E la tua ragazza come si chiama? 
- Regina 
- Ah un nome di donna

- Se mi sono imparato a leggere e scrivere a 26 anni, posso anche imparare a parlare a 50... che poi Crozza mi fa l'imitazione"

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