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La Tv delle Ragazze, la Dandini riporta in Rai la parola educata


Ieri sera Rai 3 ci ha regalato la buona tv, di quelle che non se ne vedevano già da un pò. "La Tv delle ragazze" con al timone l'incontrastata padrona di casa Serena Dandini, torna sul piccolo schermo dopo circa 30 anni. Era il 1988 quando andò in onda sul terzo canale fino all'anno successivo. Ieri sera da telespettatori critici abbiamo capito che ci è mancato, che quella comicità made in Italy è intramontabile, sketch che - con "l'altro sguardo" con cui osserviamo le cose oggi - non mutano la loro genuinità così come non muta l'ilarità. La Dandini con eleganza e competenza ha riportato il telespettatore in un'epoca per alcuni già vissuta ma attualizzandola, facendoci capire da un lato come le cose non siano poi così cambiate, al contrario si sono involute. E che alcuni personaggi di allora - dello spettacolo, della politica, della cultura - oggi hanno ancora un'influenza notevole.
Un programma di sinistra, diciamolo chiaramente e senza troppe remore, al limite dallo schierarsi, e difatti la stessa Dandini lo ammette: "Fatemi arrivare almeno a 4 puntate" ma senza mai far pesare una condizione politica di cose.
Neanche quando intervista sull'immancabile divano rosso Emma Bonino, il suo percorso da ragazza ribelle di provincia "emigrata" nella grande Città, il ricordo di Pertini, la lotta a favore delle donne. Tuttora. Neanche quando una Sabina Guzzanti tornata in forma nei panni di Marco Travaglio prende e si prende in giro col sorriso sornione. C'era mancata anche la sorella Caterina Guzzanti nei panni di una "ballerina" Maria Elena Boschi, la voce di Lella Costa a scaldarci il cuore di una gioventù andata via, i saperi della docente di fisica Isabella Ragonese a ricordarci che una donna vale e deve farsi valere nel mondo del lavoro. La donna appunto, al centro di tutto il programma, la donna con i suoi mille volti, la donna "Se non ora quando?", quella più "ochetta" stereotipo creato dalla tv spazzatura, quella che conquista i vertici, quella che ogni giorno cresce i suoi figli a fatica. 
Non sono mancati i "momenti Cortellesi", le colleghe Rai non risparmiate dai volti storici della "Tv delle Ragazze", il tutto senza assoluta volgarità, neppure l'intervento lesbo-comico realistico e spudorato lo è stato. Ed un sorriso di stupore è nato sul volto nel rivedere Elio e le Storie Tese che da sciolti ma non poi così tanto, hanno dato vita a momenti musicali con i tradizionali travestimenti, facendosi chiamare ironicamente The Maschilisti. Ed ogni riferimento NON E' puramente casuale. 
Allora fare tv libera si può ancora, fare tv libera a sinistra, almeno per ora, si può e anche con un linguaggio appropriato, senza lingue come spade fendenti, senza parole sputate a caso, senza astio ma con l'arma della presa di coscienza, con la bandiera di portare quei bricioli di valori rimasti in giro per il nostro quartiere, la nostra Città, il nostro Paese. "Un'identità integrata" concedetemi di dire. Questi sì che dovrebbero chiamarsi "Stati Generali". 
[ cla.mar.]

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