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Daniele Celona - Abissi Tascabili


E’ un album di cantautorato “nobile” questo “Abissi Tascabili” di Daniele Celona, poetico e intenso, raffinato e potente, che ha cura di suoni e parole e non solo… è anche un album a fumetti, edito dal Comicon e contiene dieci storie illustrate dai fumettisti del Progetto Stigma, che hanno liberamente interpretato ogni brano come a rimarcare l’idea di fondo dell’album stesso che è un inno all’immaginazione ovvero a riguadagnarla sfuggendo all’arido contesto sociale odierno sempre più virtuale, sempre meno umano. Non possiamo che consigliarvi “vivamente” l’ascolto

“Orfeo” eterea eterea e poetica “l’universo è qui in un angolo sotto il tuo mondo!” Procede intensa e evocatica nel ritornello: “Non mi salvare più dalla paura del domani, non mi salvare più almeno che non funzioni”

“Hd Blue”: “Farò girare l’universo per rivederti presto”… non possiamo non pensare a Umberto Maria Giardini… specie in certi passaggi del testo… in un continuo crescendo di pathos, è il primo singolo estratto

“SSRI (e se sarai)”: “ora sto meglio sai non tocco il fondo da un pò” una sorta paradossalmente di contro tormentone, evocativo e iper sostenuto: “amore andiamo al mare bruciamo anche i regali di natale”

“Lupi Nel Buio” (feat. Sunshine Gospel Choir):  “mi propini il tuo Instagram fai le foto in ginnastica poco vestita puoi capire la novità hai scoperto l’America, sopravvivere è un lavoro duro, sopravvivere è un lavoro vero” costruita ancora una volta sull’accumulo di pathos

“Shinigami” “cosa pensi di fare riscattare la tua squallida vita salvandone un altro”: con Pierpaolo Capovilla e non potrebbe esserci collaborazione migliore per questo reading arrembante ma che non manca di regalare sfumature. Il brano tra l’altro è colonna sonora del cortometraggio realizzato dal regista Bruno “Mezzacapa” D’elia

“Memorie di un ESP”: “l’inverno avrà il tuo nome ma compassione no” tra passaggi elettrici e altri delicati e dolenti, spicca una prova vocale variegata e convincente

“I ragazzi dello zoo”: “Ci sembrava così bello soltanto perché era il nostro posto giusto” mix tra Pulp e Sonic Youth “e poi arrivò l’estate a scoprire il culo e i peccati dell’uomo fuggito in vacanza per due settimane”

“La figlia dell’un uomo nero”:  “si accende come un’alba in te ma chi l’ha chiesta questa lucidità tutta questa coscienza come domeniche all’Ikea come a dire non è colpa mia, scontata e folle” una ninna nanna dolce amara che sorprende per la varietà di arrangiamento e per il testo lucido, ironico e ficcante

“Maelstrom”(feat. Paolo Benvegnù) : sinuosa e sospesa con accenni alla Sonic Youth,  “voglio un vortice che abbia fame di lei, tu non ricordi ma io si”

“24617”: “ti aspetto a casa domenica, gli stessi piatti per non rischiare di sbagliare in quelle poche ore dove cerchiamo di non guardarci troppo negli occhi… uguali” dialogo “familiare” tra vita vissuta e voglia di non crescere, bellissima, con un ottimo arrangiamento.

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