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Se Son Rose di Leonardo Pieraccioni


Leonardo è un giornalista, padre separato con un figlia di 15 anni che non vede mai, non a caso l’immagina ferma a quando aveva 7 anni, ovvero quando lui e la moglie (Claudia Pandolfi) hanno divorziato. E così è la sua vita, ferma, immaginaria. La figlia ( Maria Sole Pollio) cerca di rimetterlo in pista mandando al suo posto un messaggio a tutte le sue ex dove afferma di essere cambiato e di volerci riprovare. Dalla suora laica di Caterina Murino (l’incontro più spassoso) alla professoressa frenetica di Gabriella Pession, alla ex che sta cambiando sesso di Antonia Truppo al personaggio di Michela Andreozzi in un casa di cura (persino emozionante) passando per Elena Cucci che interpreta "48" la sua attuale trom.. "- Non dire quella parola, lo sai che non mi piace" "Se Son Rose"scorre gradevole e senza cali di tensione, non che avvolto in un'aura improbabile alla ricerca di candore come l'attore regista ci ha da sempre abituato.
Pieraccioni riesce a ben coniugare gag e malinconia, con tocchi di fiaba che vorrebbero farsi poesia, su una struttura comunque lineare e coerente nella sua ingenuità di fondo. Si percepisce che è un film autobiografico e quindi particolarmente sentito. Il problema di Pieraccioni nella sua carriera è stato a parer nostro la frequenza con cui sono usciti i suoi film e il raccontare per certi versi sempre la stessa storia. Qui tutti gli elementi del suo cinema trovano un discreto equilibrio.

“- Monsignore le dispiace se registro? - La chiesa non ha segreti - Avete più segreti voi che una puntata di Twin Peaks”
“- Comunque ha ragione Yolanda, quell’articolo l’ho trovato banale - Tu hai trovato banale pure Las Vegas - Forse perché ero con te”
“- Resti con noi? - No devo andare a casa a fare un articolo, hanno inventato una app che trova le prostituite col gps - Ecco l’articolo chiamalo a puttane”
“- L’amore va sventolato altrimenti si ammoscia”
“- Perché come si dice nella vita se tu giri troppo intorno alle cose rischi di autoinchiappettarti”

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