"L'agenzia dei bugiardi" di Wolfango De Biasi


Remake di Alibi.com "L'agenzia dei bugiardi" di Wolfango De Biasi è un film che vive sulle invenzioni dei caratteristi più che sui personaggi principali. Una sinossi sbrigativa che serve a isolare azione e interpreti in un luogo, che fa tanto Natale a… senza volgarità gratuita, con  i soliti equivoci e fraintendimenti a farla da padrone, con un buonismo e voglia di happy end a tratti urticante e con risate pari a zero e poco più.
Fred (Giampaolo Morelli) è il capo della fantomatica agenzia in questione che si occupa di "questioni di corna" riuscendo a celare i tradimenti dei suoi assistiti. Alberto (Massimo Ghini) è uno di questi ed è anche il padre della sua ultima fiamma Clio interpretata da Alessandra Mastronardi. La vicenda si dipana secondo il copione più scontato, in maniera sin troppo lineare e senza svolte narrative pur mantenendo un buon ritmo. Tutto va come ci si aspetta insomma, finale compreso. La cosa che balza all'occhio, come già accennavo all'inizio è che gli unici momenti divertenti vengono in un certo qual modo dalle seconde linee, ovvero dal sempre stralunato Herbert Ballerina che strappa un sorriso ogni qual volta entra in scena e da Paolo Calabresi, che ha il ruolo più interessante di tutta la storia e porta il suo personaggio "nel surreale" in maniera egregia. Sono gli unici due motivi di interesse di un film decisamente dimenticabile.
"- Più la spari grossa più è credibile, se la vittima è cretina è anche meglio - Cinzia non è cretina, è un artista sensibile"
"- C'è chi vince al Superenalotto e chi ha un figlio nero"
"- Maurizio che ci fa qui? - Sono venuto a parlarti del mio onanismo"
" - Devi saperlo da me non da altri, quando porto i croccantini a Fred, io mi masturbo sulle tue foto in toga"

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