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Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno


"Se c'è qualcosa che la vita mi ha insegnato è che non si scherza con i passaggi spazio temporali"

Un omaggio sentito agli anni ’80 è quello che Massimiliano Bruno fa in “Non ci resta che il crimine”, dai telefilm di culto di quell’epoca, Bo e Luke, i Chips... a film celebri come "Ritorno al futuro", Rambo, Scarface e perle semi nascoste come "Sotto il ristorante cinese", passando per i fatti di cronaca più rilevanti, come la vittoria dell’Italia ai Mondiali dell’82 e alle scorribande della Banda della Magliana che finirono con l’intrecciarsi con la vita politica del nostro paese. 
Ed è proprio la Banda della Magliana a ispirare i tre amici, Moreno, Sebastiano e Giuseppe (interpretati rispettivamente da Marco Giallini, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi) che si inventano un tour per far visitare ai turisti i luoghi protagonisti delle gesta della banda. Il primo cliente è un vecchio amico dei tre, Gianfranco, che ha le sembianze dello stesso regista Massimiliano Bruno, che alla faccia delle vessazioni subite dai tre in tenera età e a differenza loro, è oggi pieno di soldi. Approfittando di una pausa caffè “i poracci” nel tentativo di divincolarsi dall’ex amico "Er Ventosa" arricchitosi, finiscono in una sorta di cunicolo spazio-temporale che li riporterà nel giugno del 1982, dove non tarderanno a far conoscenza proprio della Banda della Magliana, capitanata da "Renatino" De Pedis, un credibile Edoardo Leo che segnerà i loro destini. 
Tornare indietro per ritrovare il coraggio della gioventù, sembra questo al di la di tutto, il messaggio che questa commedia cerca di esprimere, anche se in maniera un pò scolastiica, rimanendo in superficie, che il cambiamento è sempre possibile. Tra gag reiterate e qualche incongruenza narrativa, il film scorre comunque piacevole, grazie a una sceneggiatura ben oliata e all’affiatamento della squadra attoriale. “Non ci resta che il crimine” ha il merito inoltre di riuscire a trovare un equilibrio tra l’efferatezza della Banda della Magliana col tessuto comico e l’effetto nostalgia.


"Io a mia moglie le voglio bene... ma è come se fosse un parente"

"Non muori.. Non muori... Rimarrai su una sedia a rotelle, ma non muori"

- Ma da quant'è che parli romano? 
- Ma che ne so, me so pippato un gabbiano"


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