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Tre Allegri Ragazzi Morti - Sindacato dei Sogni


"Sindacato dei Sogni" è il nuovo album dei "Tre Allegri Ragazzi Morti",  che ritornano a un sound scarno ed essenziale, rock, che li ha contraddistinti specie nei primi lavori, senza dimenticare di andare oltre, contaminare, sperimentare. Tra le influenze gli stessi indicano non a caso tra gli altri:Television, Dream Syndicate, Grateful Dead. E' un album che procede, per dieci tracce, cercando un equilibrio che leghi il tutto, sospeso metaforicamente tra la strada vecchia e quella nuova cercando un presente tutto da scoprire. Tutto questo per dire che quasi inevitabilmente non tutto è messo a fuoco ottimamente, l'alchimia perfetta è sempre difficile da trovare, ma il risultato nel complesso è sicuramente positivo e i Tarm oltre al talento, confermano anche il coraggio delle proprie scelte artistiche, come del resto hanno già fatto nella loro proficua carriera.

“Caramella”: con una sezione ritmica cupa, una melodia ipnotica e cenni psichedelici, è il primo singolo estratto: “Ma è solo una diceria Ti assicuro È una diceria Quello che invece è vero È che dovrai andare via lontano”

“Calamita”: andamento irresistibile e malinconia velata per il terzo singolo estratto in pieno stile Tarm:  “Son sopravvissuto alle calamità E sono calamita per la tua fica”

“C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno”: country rock che procede ostinato, col sax di Francesco Bearzatti protagonista: “C’era un inverno che come il mio Aveva i miei stessi colori C’era un palazzo che solo noi Sapevamo dov’era la chiave”

“AAA Cercasi”: sostenuta folk ballad con tanto di armonica e la slide gustar di Adriano Viterbini, perfetta contraltare della traccia precedente: “C’era una ragazza non credente Sessualmente abituata a fare tutto bene Capace di star sola quando vuole Di inventare le parole Di venire sotto voce E di urlare quando vuole”

“Accovacciata gigante”: country che assume nella seconda parte connotati stranianti, carichi di tensione "western", dove la voce però non sembra totalmente a proprio agio: “Adesso sono un ladro Non ho paura di niente Di come mi guardi se Di come mi prendi se”

“Bengala”: “libera come non mai come prima della guerra” il secondo singolo estratto, melodia solare che ben contrasta l’amaro delle parole e gli archi a donare intensità al corpus, il brano migliore dell’album: “Un nuovo ballo imparerai Per far felici i piedi E se ti innamorerai Sarà solo solo con la testa” è presente anche la versione denominata “Con i bengala in cielo” per archi e armonica, una meraviglia

“Mi capirai (solo da morto): martellante nel suo incedere, varia nell’arrangiamento: “Si fermeranno tutte le stelle Il giorno esatto della tua prima volta con me E canteranno tutte le genti Che è stato il destino a fare ciò che voleva di noi”

“Difendere i mostri dalle persone”:  altro brano in pieno stile Tarm con la chitarra solista che arriva solenne a spezzare la ritmica accattivante e a far respirare il brano: “La vita non è fatta per esserci sempre La morte ci ricorda che sono già le sette Questa sei tu vicino a me Probabilmente”

“Non ci provare”: “sono uno zingaro, io sono il mare” traccia a sfondo sociale, un inno alla libertà,  che procede ripetendosi con minime varianti, del resto è bene che certi concetti, visto anche lo stato di cose attuale, vengano ripetuti: “Io sono il peggiore ho fatto tre cose sole Ho fatto tre cose ma buone”

“Una ceramica italiana persa in California”: Io amo te Fai pure quel che vuoi che a me va bene “ il brano che non ti aspetti, una vera e propria suite di circa dodici minuti, dove la band si cimenta in un mantra a tinte psichedeliche: “Non chiedermi di essere diverso Sarò con te se vuoi ma come sono Sarò con te per come mi assomigli”











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