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“Vice - L’uomo nell’ombra” di Adam Mckay


“Vice - L’uomo nell’ombra” di Adam Mckay è la storia vera di Dick Cheney, che da giovane “buono a nulla, oggi si direbbe pezzo di merda” dedito all’alcol e alle risse, grazie alla sua compagna Lynne, bramosa di prestigio e potere, cambia vita e diventa nel corso degli anni uno degli uomini più influenti d’America, rigorosamente dentro la stanza dei bottoni,  incidendo sulla storia americana più o meno recente, agendo da perfetto burattinaio, abile stratega dietro le quinte,  come nella gestione dell’attentato alle torri gemelle del 2001 che è inevitabilmente il fulcro della vicenda. Un film solido, tagliente, ironico e amaro nella stesso tempo, con una sceneggiatura brillante e precisa, tra i suoi stacchi temporali. Il ricorso alla voce off, i fermi immagine, le scritte, i filmati d’epoca, i nero improvvisi e altre trovate, portano lo spettatore in un calderone pop affascinante e straniante a tratti ma che non perde di vista lo scorrere incessante ed eloquente degli eventi che non possono che far riflettere ancora una volta sulle vicende dell’11 settembre e quello che ne è conseguito, come la nascita dell'Isis ad esempio. Con un Christian Bale letteralmente straordinario nei panni del protagonista, “Vice - L’uomo nell’ombra” è un film importante, che merita assolutamente la visione.

“- “Aveva finalmente trovato la sua vocazione, sarebbe stato un dedito e umile servitore del potere”
“- Ma noi in cosa crediamo? - Ahahahah, questa è davvero buona, in che cosa crediamo… Ahahahah”
“- Sei diventato ancora più spietato di prima Dick... o scopi poco?”
“- Siamo in guerra? - Si amore - Con chi?”

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