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Vostok - Smania


Smania è il secondo album dei Vostok. Nove canzoni che spaziano dal punk all’emo all’altrock con un indole squisitamente pop. La struttura dei brani in se è spesso giocata sulla ripetizione ma il songwriter dei nostri non manca di regalare spunti d’interesse, a cominciare dai testi che attingono a piene mani alla cultura pop in maniera intelligente passando da Iosonouncane ai Vanzina con nonchalance. Smania rappresenta un nuovo inizio per la band visti anche i cambi di formazione, un nuovo biglietto da visita per una maturità che non tarderà ad arrivare specie se in futuro i nostri riusciranno a distaccarsi dai loro modelli di riferimento e a variare maggiormente il loro sound:

“Ridatemi Novembre”: il primo singolo estratto ha un sound tipicamente anni ’90 dato per lo più dalle chitarre elettroniche "soniche" per un ritornello di sicuro impatto melodico costruito su un continuo crescendo di intensità: “e sono mesi che vorrei portare la macchina a lavare e toglierti i vestiti come  solo certi di film degli anni ’80 vorrei cambiare la tua vita o almeno provare ad aggiustarla e sono mesi che vorrei ascoltare l'ultimo cd di Iosonouncane”

“Armadi”: pop punk con un testo interessante, non convince appieno il ritornello che cerca il pathos ma cade nella ripetizione: “le certezze del momento sono la tua nuova ansia”

“BOBAN”: punk senza troppi fronzoli con un buon reading nella parte centrale: “Tuo padre cercava un motivo concreto per darmi uno schiaffo ma io come Baresi lo guardavo negli occhi”

“Primavera”: “la primavera è una malattia che non mi passa neanche d’inverno” sorta di mantra evocativo con accenni psichedelici ben strutturato : “quando ridi io mi sento come in uno di quel film dei Vanzina con De Sica e Soldi e la solita soubrette”

“Militare”: “se mi rimanesse soltanto un minuto non saprei decidere se usare un periodo ipotetico oppure imparare a decidere” semplice nel suo dipanarsi, arrembante procede per stop and go a colpi di slogan

“Confo”: riff alla Sonic Youth immersi in una struttura emo: “abituati a smettere di leggere la sera quando vai a letto a non volere per forza il telefono vicino che ti fa da sveglia, avvicinati non aver paura è solo un altro esempio di design moderno a basso costo”

“T.”: “sono rimasto a guardare le scale troppo codardo per salutarti” potente e melodica allo stesso tempo, la band trova una buona misura

“Aurelia”: “e ti ho promesso mille volte di comportarmi bene tanto a scrivere canzoni non ci compro mica il pane” parte acustica e spoglia con la ritmica che prende ben presto il sopravvento insieme all’elittricità, buono l’arrangiamento

“Reni”: pop punk decisamente lineare con minime e opportune variazioni : “e se scomparissi non sarebbe meglio almeno per un giorno non guardarsi più”

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