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10 giorni senza mamma di Alessandro Genovesi


Tema di certo non originale ma svolto bene con dialoghi intelligenti e una buona caratterizzazione dei personaggi che si apre e si chiude com una citazione de “Il prigioniero”, si potrebbe riassumere con queste poche parole “10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi, regista che da sempre cerca di aggiornare la commedia all’italiana (Happy Family, Soap Opera, Ma che bella sorpresa), mantenendo leggerezza ma non disdegnando la qualità. Carlo e Giulia, ovvero Fabio De Luigi e Valentina Lodovini, hanno tre figli, lui è direttore delle risorse umane di un Family Market, lei è un avvocato che ha rinunciato alla carriera per crescere la famiglia. Tutto fila liscio fin quando in azienda arriva un giovane pronto a soffiare il posto a Carlo e nel mentre Giulia decide di partire con la sorella per Cuba. Riuscirà Carlo a mantenere il lavoro e a badare ai figli? - Una commedia piacevole che diverte con garbo, che trova e mantiene equilibrio e ritmo per tutta la sua durata, senza eccessi né sul versante del politicamente scorretto né da un punto di vista sentimentale.

“- Gran parte delle rughe della mamma portano il vostro nome”
“- E tu dove vai? - Va a farsi un tumore ai polmoni”
“- Mi ricordo che non spiaccicavamo una parola d’inglese - Di giorno era così, di sera dalla quarta birra in poi eravamo madrelingua”
“- Avrei dovuto mandarla io Bianca in ospedale, papà mi ha rubato un momento bello dell’infanzia”
“- Ti pare normale dire a Tito che sua madre va a fare turismo sessuale? - No ho solo detto che alcune donne lo fanno”
“- Mia moglie e io abbiamo sempre fatto tutto insieme fin dall’allattamento - Non voglio pensare da dove usciva il latte”
“- Sono senza denti davanti, mi sente? Parlo come Jovanotti non posso aspettare due giorni… Sono un ragazzo fortunato”
“- Mi sei un pò mancato in questi anni - E’ la cosa più bella e più brutta che tu mi abbia mai detto”

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