Afrodite - Dimartino



Afrodiite è il nuovo album di Dimartino, dieci canzoni intense, poetiche a tratti visionarie, quasi sovraccariche di energia, anche nei momenti più intimi. Ma non è solo un discorso di produzione, qui affidata. a Matteo Cantaluppi,  C’è una grande forza espressiva che viene fuori e travolge l’ascoltatore che non può non perdersi in questa narrazione nitida, verace e feroce, come in un blob di frammenti di vita, spezzoni di dialoghi, immagini fisiche, perché Afrodite è composto da brani che hanno la bellezza del sogno lucido, della bellezza che non ha paura di sporcarsi, del sogno che non ha paura di perdersi:

“Giorni buoni”: tra Battisti e Battiato e un sound che fa molto anni 70 con un buon arrangiamento, “tu ascolti i Pixies mentre io scrivo canzoni leggere perchè sono giorni buoni fatti di ore crudeli”

“Due personaggi”: “siamo due personaggi in cerca d’amore ma viviamo nel dramma di una vita normale” ballad mid tempo venata di soul dall’incedere trasognante

“Feste comandate”: atmosfera crepuscolare per questa delicata ballad, intima: “io tutto questo amore sono sincero non lo avevo previsto”

“Cuoreintero”: “niente di nuovo qui c’è solo un ragazzo che diventa uomo”, l’incipit fa pensare ai Diaframa di “Niente di serio”, il sound ricorda il primo Luca Carboni che procede per strappi e melodia, coi fiati che si inseriscono nella seconda parte:“spesso ci vestiamo da spiriti per restare invisibili”

“Pesce d’aprile”: “non avere avuto il tempo di salvarti dall’inferno” trascinante nel suo disincanto lucido e ironico: “Ma tu ci pensi ancora all’eterno o vivi i momenti per come vengono?”

“CI diamo un bacio”: ritmiche africane per ritornello sospeso: “e siamo fatti entrambi di luce stellare e ci bagniamo insieme nello stesso mare”

“Liberarci dal male”: “la voce di Mentana nel silenzio di un condominio, il rito di un Padre Nostro prima di sederti a cena” col basso in evidenza, mood oscuro e ipnotico: “lascia al mondo i piatti da lavare, la violenza dei conti correnti e una parola rimasta tra i denti”

“La luna e il bingo”: latina, “stasera arriverà la tua rivincita economica aspettando la musica neomelodica che ci tolga la sete e ci tolga la fame balleremo un limbo come dive africane” sorta di "Prendila così" in salsa dance neomelodica: “se il mio stipendio non ci basta va con lui”

“! ruoli”: intensità e poesia su una ritmica preponderante: “abbiamo stravolto i piani, siamo rimasti fuori abbiamo perso le chiavi, tu hai il cuore grigio di un criminale, io sono l’uomo tigre lotto contro il male, lotto contro me perché non ho più voglia di perdere”

“Daniela balla la samba”: sospesa, evocativa, con momenti alla Lucio Dalla e altri dove fa capolino ancora Luca Carboni:  “quando lei vuole può salvarmi, illudermi con un tango e Santa Rosalia sul carro, una Madonna del fango”

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