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Alex Ricci “Quello che voglio” anticipa il nuovo album del chitarrista degli "Après La Classe"


Alex Ricci, la chitarra degli Après La Classe, esce con il suo nuovo singolo “Quello che voglio”.
Il lavoro, frutto della collaborazione di importanti professionisti del panorama musicale italiano, anticipa l'uscita dell'album.



L'artista abruzzese Alessio Melchiorre Ricci, in arte Alex Ricci, si confronta per la seconda volta con un progetto cantautoriale  presentando il suo nuovo singolo.
Il lavoro di songwriter mi rende vivo, quando chiudo una canzone faccio pace con me stesso”, con queste parole Alex, dal 2007 chitarrista degli Après La Classe e tra i primi chitarristi blues italiani, presenta il suo nuovo brano.

“Quello che voglio” nasce nella provincia abruzzese per poi volare a nord: viene confezionato a Milano da Raffaele Littorio in arte ”Rufio” (Annalisa,Nesli) che ne ha curato la produzione trovando una combinazione perfetta fra i suoni analogici vintage e quelli elettronici del nostro tempo. Il mixaggio di Simone Bertolotti (Elisa, Pausini, Mengoni) ha dotato la canzone di un sound caldo e “radiofonico”.


Il video (realizzato da Med Productions in collaborazione con Idea Sonica,Terrateatro e Stitch Studio) e il brano sono disponibili su spotify e sul canale youtube dell'artista abruzzese.
 
Il lavoro autoprodotto, parla dei sentimenti di un giovane ragazzo, di un amore finito che rappresenta il punto di partenza per una crescita personale. Un racconto di vita, nel quale è facile immedesimarsi e che non lascia il passo alle vene nichiliste ma abbraccia quelle del riscatto, arrivando ad essere un omaggio alla vita e alle energie positive. Sentimenti ben sottolineati dalla musica fresca e ritmata, che parte dalle sonorità pop, passa per quelle soul e approda a quelle elettroniche.

Era il 3 ottobre 2018 - racconta Alex Ricci - quella sera in studio stavo provando un synth, all'improvviso è uscita fuori una linea di basso cruda e ritmata, mi ha ispirato da subito e ho scritto la prima strofa. Sono andato a dormire. Come per magia la mattina seguente avevo già il ritornello in testa.”

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