“Copia Originale” di Marielle Heller



“Copia Originale” di Marielle Heller  ispirato alla storia di Lee Israel (Melissa McCarthy), scrittrice di biografie caduta in disgrazia, che diventa una brillante falsario di lettere dei personaggi dello spettacolo, è un film delizioso, con l'unico difetto dell'orrenda traduzione italiana del titolo originale: "Can you ever forgive me?”. Con una sceneggiatura scorrevole, una splendida fotografia e una regia che si concentra sugli ambienti chiusi a rimarcare la solitudine dei personaggi. Lee è appunto una donna profondamente sola,  che fa fatica a mantenere i rapporti umani, anche quelli più semplici, è una donna che si nasconde, non è un caso che scriva biografie e non romanzi ed è una donna letteralmente alla deriva, che ha perso il lavoro, non paga l’affitto da tre mesi di una casa assediata da mosche e scarafaggi, non ha i soldi per curare la sua gatta e soprattutto ha una nuova biografia che la sua agente nemmeno prova a vendere.  Mentre ostinatamente continua a scrivere il suo libro, documentandosi in biblioteca, le capitano tra le mani due lettere di Fanny Brice, le ruba e dopo averle vendute,  prende corpo in lei l’idea di creare ex novo delle vecchie lettere di personaggi famosi. Nel corso del tempo diventerà sempre più brava a invecchiare opportunamente questo fittizio carteggio letterario, riuscendo a vendere ai diversi negozi di collezionismo. Ovviamente il gioco non durerà in eterno. Nel suo cammino, una proprietaria aspirante scrittrice  Anna (Dolly Wells) con la quale accarezzerà l’idea di avere una nuova relazione  e del viveur Jack Hock (Richard E. Grant) che diventerà ben presto suo complice e compagno di sbronze. Da un lato la purezza, dall’altro il lassismo più assoluto, Lee cammina tra questi due fuochi finendo per scottarsi in entrambi i casi, come un dolore necessario per diventare una donna nuova, ritrovando dentro di se la voglia di mettersi finalmente in primo piano.

“- Pensavo di aver realizzato qualcosa in più a questa età - Devi solo bere di più”
“- Pensi che copi? Sappi che sono una Dorothy Parker migliore di Dorothy Parker”
“- Non è più compito mio tirarti su il morale, è estenuante”
“- Per quando tremendo possa sembrare penso debba scrivere di noi”

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