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Il Corriere - The Mule di Clint Eastwood


Il Corriere - The Mule di Clint Eastwood, tratto da una storia vera, racconta di Earl Stone, floricoltore,  che a causa della crisi diventa grazie alla sua veneranda età, un insospettabile corriere della droga. Earl è un uomo a fine corsa e svolge il suo compito con assoluta nonchalance e distacco, come quello che ha sempre messo tra lui e la sua famiglia. E' un uomo che non ha paura di dire quello che pensa e di assumersi le sue responsabilità.  All’inizio c’è umanità e rispetto per la sua età e per i suoi modi per forza di cose non professionali,  che portano comunque al successo delle operazioni di trasporto, ma  lo status quo è destinato a mutare inesorabilmente, con le lotte intestine per detenere il potere dei narcotrafficanti. Un film solido, come era lecito attendersi e estremamente lucido nell'indagare l'animo di un uomo che si lascia "trasportare" verso la sua fine, senza moralismi di sorta, con fierezza.

“- E ora che farai? - Non lo so, non sono mai stato uno da piano b, mi inventerò qualcosa”

“- Figliolo? Ci hai viste nonnetto? - Siete fanciulle - Siamo lesbiche in moto”

 “- Zitto! Non fiatare, un corriere non parla”

“- Mi fa piacere dare una mano a voi negri - Negri? - Signore non si dice, preferiamo neri o solo persone, io sono nero lei è bianco - Non è vero”

“ - Ho le palle piene sai - Fatti vedere da un andrologo”

“ - Io me ne vado in camera mia, li sono qualcuno”

“- Ma non ce l’avete una vita al di là di quel cavolo di telefono?”

“ - Fa bene parlare con voi altri - Voi altri? - Si lei ha vissuto tanto e piò parlare senza filtri - Non ho mai parlato con un filtro”

“- Ho comprato tutto ma il tempo non si compra”

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