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Roncea - Presente


Presnte è il primo album cantato in italiano da Nicolas Roncea, che conferma il suo talento, se mai ce ne fosse bisogno, anche in questi nove brani,  dove il nostro si mette a nudo, forse come mai prima e scava dentro di se per raccontare storie di relazioni finite, fallimenti, illusioni, speranze, rivincite... con la sincerità di chi non ha paura di scoprire le carte. Carte che vengono mischiate con cura
dall'ottima produzione di Manuel Volpe, che ha curato anche gli splendidi arrangiamenti.
"Presnte" è un album che si fa "complice" dopo due ascolti, che parla col cuore,  al cuore di chi ascolta

“Il presente”: è il manifesto dell'album, con un arrangiamento delizioso tra momenti di stasi e ripartenze: “E tu che sei così distante ti vorrei soltanto dalla mia parte come il buio che spegne il presente e lascia spazio ad un elefante”

“Perdersi”: “la vita non è quel che vedi è quello che ti resta” tra blues, melodia... poesia... incantevole

“Ombra degli ostacoli”: ariosa ballad con la sezione ritmica che si fa valere e con un bellissimo ponte che spalanca le braccia a un ritornello più che convincente: “la collera è incinta e mi spacco le mani Vorrei esser casa e amore Ma io vivo qui lontano dai miracoli”

“Muro”: "siamo sognatori solo quando abbiamo tempo nelle pause pranzo" filastrocca dalla tagliente ironia, è il brano più immediato dell'intero lavoro: “sono un bugiardo non ho mai toccato il fondo però sapessi quanto l’ho desiderato”

“Tapis Roulant”: oscura,  procede come un magma incessante che fa il giro su se stesso e i propri pensieri: “e forse ti ho pure cercata per ricordarmi che sono solo”

“La mia mano”: "non è tempo per gli eroi se a vincere siete voi" sorta di mantra con venature psichedeliche, rischiarato dalle aperture melodiche nel ritornello, ci può stare l'accostamento con certe atmosfere dei Verdena: “guadagnavo tempo e tu cercavi il sasso che ho lasciato lì per te quella domenica d'agosto”

“Scatola di niente”: ballad dal sapore crepuscolare “ritroverò il tuo sguardo attento di quanto eri in te prima che tu portassi il tempo a chilometri da me”

“Fuggire lontano da qui”: morbida e accattivante, ti aspetti che esploda da un momento all’altro e “naturalmente” finisce il brano, come in cuor tuo ti aspettavi: “non è bello saper camminare ora che tu sei così distante”

“Mezzanotte”: ”immagino che non ci sia più spazio, questo angolo di vetro non è il mio” intima e suggestiva, con la melodia che si carica di malinconia nel ritornello: “e il cuore si confonde prendi me se sono vero e così forte”

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