Sanremo 2019 - Prima Serata - Le Pagelle



Claudio Baglioni con "Via" uno dei suoi brani migliori,  apre il 69esimo Festival di Sanremo. La scelta chiaramente "non è a caso" e fa il verso alle polemiche che ci sono state negli scorsi giorni, tra politica e conflitti d'interessi. "Il dirottatore artistico" scende dal palco coi suoi copiloti, Claudio Bisio e Virginia Raffaele. Durante il brano,  c'è da segnalare che la regia ce li mostra "lontani", concentrandosi sui ballerini.

Il primo cantante ad esibirsi è Francesco Renga con "Aspetto che ritorni": tra gli autori anche Bungaro, una romantica ballad: "per urlarti la bellezza che non sai di avere" con un buon crescendo d'intensità, ma senza quel guizzo che potrebbe candidare il brano alla vittoria finale, ma che per lo stesso discorso porta ad apprezzarne le sfumature. Voto: 6--

Tocca a Nino D'angelo e Livio Cori che si esibiscono "Un 'altra luce": D'Angelo stona qua e là
"mentre passa una vita io non me ne accorgo" in questo brano d'atmosfera che non convince più di tanto, nonostante il pathos che i due ci mettono. Voto:4-

Nek con "Mi farò trovare pronto" tra gli autori anche Antonacci: "sono pronto a non essere pronto mai per essere all'altezza dell'amore" arrangiamento ad effetto, testo un po' paraculo, radiofonico ma ripetitivo e senza sbocchi armonici. Voto 4,5

The Zen Circus con"L'amore è una dittatura": tutto un ritornello,  un continuo crescendo "mentre invece l'anarchia la trovi dentro ogni emozione" Appino è emozionato, si vede, si sente e a volte si perde tra le citazioni di De Andrè.Voto: 5,5

Il Volo  con "Musica che resta" tra gli autori la Nannini: "amore abbracciami siamo sole in un giorno di pioggia" nonostante il testo assurdo, carico di assolutismi e di certezze, messe in bocca a gente di così giovane età, più moderno comunque di "Grande amore": "tu che sei davvero importante in ogni istante sei davvero mia" il brano è comunque decisamente orecchiabile con i soliti toni enfatici che contraddistinguono inevitabilmente il trio: Voto: 5+



Loredane Bertè con "Cosa ti aspetti da me" con Curreri tra gli autori: "ti aspetti tutta una vita per essere un attimo" è un brano pop rock alla Vasco, il graffio c'è, come l'impatto, nonostante gli scontati passaggi melodici.Voto: 5+

Il primo super ospite di questo Festival è Andrea Bocelli, che ripropone "Il mare calmo della sera" a 25 anni dalla vittoria sanremese, con Baglioni per giunta,  è standing ovation poi arriva l'esibizione  col figlio in "Follow me" col chiodo che portava il padre allora come in un ideale passaggio di consegne.





Daniele Silvestri con Argento vivo e Rancore, scritta anche insieme a Manuel Agnelli:"ho 16 anni ma già più di 10 ho smesso di credere" prima parte parlata, Rancore rivitalizza un poco, ma il brano a parte la denuncia in se non arriva per niente, ha chiaramente bisogno di più ascolti ma sinceramente ci aspettavamo molto di più. Voto: 5

Arriva Bisio su Baglioni e gli immigrati: monologo atteso per più di un motivo, che procede anche bene, "che Guccini è da oratorio e De gregori da Zecchino d'oro" fino a "Io sono qui". Non male nel complesso.



Federica Carta e Shade con "Senza farlo apposta": "e ti sei messa quei tacchi per metterli sopra il mio cuore da quando non giochi più con le barbine giochi con le persone" radiofonica, perfettina, ma scritta bene e di sicuro impatto. Voto: 6+

Ultimo con "I tuoi particolari" la ballad che ti aspetti: "Se solo Dio inventasse delle nuove parole
potrei scrivere per te nuove canzoni d amore potrei cantartele qui" a tratti banale nel suo dipanarsi, orecchiabile ma niente di che: Voto: 5-

Torna sul palco dell'Ariston, uno dei mattatori della scorsa edizione, Pier Francesco Savino, ne esce fuori una roba con gli altri senza ne capo ne coda, in una sfida tra Queen e Mary Poppins con Sister Act a guardare dall'alto, indifendibile.

Paola Turci riporta tutti alla realtà e alla qualità con "L'ultimo ostacolo", uno dei brani migliori di questo Festival, lo si percepisce sin dal primo ascolto: "ricordo quando tu mi hai detto non aver paura di tremare" peccato che Paola sia decisamente giù di voce: Voto 7



Motta con "Dov'è l'Italia" in pieno stile "Vivere o Morire", sembra una cover di... Motta: "immagino lei su un tappeto volante tra chi vince e chi perdo e chi non se la sente" Voto: 6--

Boomdabash tra gli autori Abate e Mogol "Per un milione" è un reggae, orecchiabile e banale nel suo dipanarsi, zuccherosa nel testo, loro stonano pure"come a un concerto si aspetta l'inizio del ritornello di quella canzone" se la cantava un ventenne poteva avere anche senso ma loro.... Voto: 5--

Segue "Momento Famiglia Adams" - La domanda è "Perché"????



Patty Pravo con Briga tra problemi tecnici e un:"sono venuta a fare una passeggiata o a cantare?" in "Un po' come la vita": "un po' come la vita senza più sognare" il brano non è male, anche se i due non cantano benissimo, ha quel tocco malinconico che non guasta con tanto di intermezzo rap Voto 6-

Simone Cristicchi con "Abbi cura di me" per  piano e voce e poesia: "la vita è l unico miracolo a cui non puoi credere" reading che procede per accumulo di pathos a tempo di marcetta "l'impresa più grande e perdonare se stesso" arrangiamento scarno per un finale sin troppo evocativo, la sensazione è che manchi qualcosa per un'eventuale vittoria finale. Voto: 6,5

Dopo un breve e toccante ricordo di Fabrizio Frizzi nel giorno del suo compleanno, arriva
Giorgia che dopo un mix dei brani contenuti nel suo ultimo album di cover tra Jovanotti, Ramazzotti e Whitney Houston, con Baglioni, regala una "Come saprei" dai sapori lievemente jazzati che non dispiacciono.

Achille Lauro con "Rolls Royce", è un elogio della regola del 27 delle rockstar e al rock in generale:"voglio una vita così voglio una fine così"il tutto si riduce a un riff banale rock con dinamiche tipiche del suo stile che non vanno oltre: Voto: 4,5



Arisa con "Mi sento bene": "credere all eternità è difficile basta non pensarci più è vivere" è un brano alla Giuni Russo in salsa "pop/dance" con venature funky, sembra di sentire i Baustelle de "L'amore e la violenza" cantati in maniera non convenzionale. Voto: 7-

La gag più interessante e divertente è quella che mischia "internet e masturbazione" tra Bagloni e la Raffaele, senza volgarità, riuscitissima.

Negrita con "I ragazzi stanno bene" è una canzone nostalgica ed evocativa: "non mi va di raccogliere i miei anni dalla cenere" non male, anche se Pau è emozionato e si sente: Voto 6+

E' il turno di Claudio Santamaria che omaggia insieme ai tre il "Quartetto Cetra" a modo loro "che si è fatta una Cetra", una performance che lascia senza parole, come la precedente con Favino, non si capisce davvero dove si voleva andare a parare.

Ghemon con "Rose viola" è soul, ma comunque oscuro:"accarezzerò le tue mille sfida sarò fragile" con un mood sinuoso: Voto 6-



Einar con "Parole nuove": "io che cerco una risposta a anche quando non c'è "un brano decisamente standard cercando di rivitalizzarlo nel ritornello, che alla resa dei conti è la parte più debole Voto 4,5

Ex Otago con "Solo una canzone" ballad al pianoforte: "non è semplice scoprire nuove tenebre tra le tue cosce e le tue orecchie quando l'amore non è giovane"delicata  che si fa "complice". Voto 6,5

Anna Tatangelo con "Le nostre anime di notte": noi potremmo perderci è più ti guardo e più vedo la parte migliore di noi" strofa d'atmosfera per ritornello ad effetto, pur nella sua consuetudine non è male: 5,5

Irama con "La ragazza con il cuore di latta": "e non lo sentì che questo cuore già batte per tutti e due" testo scomodo, aneliti soul, un po' troppo enfatico il tutto. Voto: 5,5

Enrico Nigiotti con "Nonno Hollywood" impossibile non pensare a Tiziano Ferro:"stasera chiudo gli occhi ma non dormirò"un po' retorica come testo. Voto 5

Mahmood con "Soldi":tradire è una pallottola nel petto" orecchiabile e moderna, immediata, forse sin troppo: Voto 6--

Dopo l'entrata di Rocco Papaleo per annunciare il dopo Festival, arriva il responso della giuria demoscopica, che divide i cantanti in tre colori a secondo dei voti ricevuti:

Blu: Ultimo, Bertè, Silvestri, Irama, Cristicchi, Renga, Il Volo, Nek
Giallo: Nigiotti, Shade e Carta, Boomdabash, Negrita, Turci, Tatangelo, Pravo e Briga, Arisa
Rosso: Mahmood, Achille Lauro, D'angelo e Cori, Einar, Ghemon, Motta,  Ex Otago, The Zen Circus

Alla resa dei conti, tanto ritmo, cantanti lanciati uno dietro l'altro senza fronzoli, pochi i momenti comici da ricordare, nonostante l'affiatamento che comunque c'è tra Baglioni, Bisio e la Raffaele, con quest'ultima che appare sprecata nel ruolo affidatole.Tra ospitate che non ci fanno spellare le mani, le canzoni a un primo ascolto sembrano comunque in generale più o meno valide, anche se molti replicano se stessi, specie quelli meno conosciuti ai più, e troppi brani vogliono fingersi moderni o pseudo impegnati, ammiccando qua e la a stilemi e tematiche di moda e attualità oggi.  I testi al di là di temi e retorica comunque, ci sembrano migliori del solito, più calibrati, ma si fatica a trovare qualcosa di realmente nuovo in ogni caso. Aspettiamo "il secondo ascolto" per schiarirci le idee, nell'attesa che il trio al comando, più che trovare la sua amalgama, riesca a ritagliare e dividere al meglio gli spazi,  per far emergere "i suoi protagonisti" e non farli essere spalle del personaggio di turno, con gag che tra l'altro questa sera ci hanno lasciato "senza parole" e di certo, non in senso positivo.
 I voti che abbiamo dato alle canzoni oggi, sono riferiti alla prima serata, a un primo ascolto, a una prima esibizione e al contesto in cui sono inseriti.

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