Sanremo 2019 - Seconda Serata - Le pagelle


Dopo "Via", Baglioni sceglie "Noi no", come sigla di apertura della seconda serata del Festival di Sanremo, e anche in questo caso, la scelta non è per niente casuale. Non canta benissimo a dirla tutta e purtroppo anche la coreografia non è un granché. Dopo l'entrata di Bisio e della Raffaele, ribattezzati in nome dell'armonia "Fratello Sole e Sorella Luna", inizia la gara:




Achille Lauro e la sua "Rolls Royce" aprono le danze. A riascoltarlo per la seconda volta, sembra "il Jovanotti di Vasco" decisamente più scafato, ma al di là dell'orecchiabilità, il pezzo rimane quello che è: 5-

Einar con "Parole nuove" canta meno bene di ieri, e confermiamo la solita canzone sanremese, trita e ritrita e anche se il testo non è tutto da buttare: 4-

L'intermezzo comico Baglioni e Bisio sulla punteggiatura delle canzoni di Baglioni,  è divertente anche se un po' lungo.

Torna la gara con Il Volo e "Musica che resta. Tralasciando il genere, il brano non sarebbe neanche male se non fosse per il testo, troppo solenne per dei ragazzi, stessa discorso che avevamo fatto con "Grande amore" di questo passo avranno credibilità al compimento dei 50 anni: 5-

Arisa "Mi sento bene" inizio e finale dal mood favolistico per una cavalcata pop funk che Arisa canta volutamente esagerando, ottenendo un effetto straniante, ma rispetto al primo ascolto ci convince un pò meno, forse perché dopo un attacco sbagliato Arisa appare non proprio precisissima come ci ha abituato:  6+

Si torna alla comicità con Bisio che legge un paio di tweet di critiche.


Arriva Fiorella Mannoia che canta "Il peso del coraggio" il suo nuovo singolo e poi viene accompagnata alla chitarra da Baglioni per cantare insieme Quello che le donne non dicono. In entrambi i brani la parola che meglio descrive l'esibizione è intensità.

Nek con "Mi farò trovare pronto"ci riporta sulla terra, perché se anche musicalmente il brano non è male ed è costruito come un vero e proprio tormentone, il testo non è decisamente... all'altezza 5-



Omaggio di Baglioni a Lelio Luttazzi, al pianoforte in poltrona assieme alla Raffaele, il mix tra musica e comicità è decisamente più riuscito rispetto al l'omaggio al Quartetto Cetra di ieri sera, grazie anche all'arrivo dell'inossidabile Pippo Baudo.



Daniele Silvestri con Rancore "Argento vivo" secondo ascolto, conferma le nostre perplessità. Il brano è piatto, monocorde e anche per il testo vale lo stesso discorso, vuole essere un pugno forte e deciso, risulta una "lezione" vera e propria, pesante e pedante:  4,5




La Hunziker in collegamento si finge malata per poi ovviamente entrare... ed è subito Zelig. L'intesa tra i due è evidente e "La lega dell'amore" che eseguono è spettacolo puro. Chissà la faccia di Salvini.


Ex Otago con "Solo una canzone" mantengono anche al secondo ascolto quella sensazione di semplicità e genuinità  che ci era tanto piaciuta ieri sera anche se la melodia del ritornello è identico Daisy di Daniele Groff: 6+

"Momento Famiglia Adams"stasera si capisce,  evviva, anche perché viene spiegato il motivo e nella sua brevità lo sketch sulla musichetta è riuscito.


Altro super ospite è Marco Mengoni che si esibisce prima con Tom Walker in "Hola", il suo ultimo singolo, poi con L'essenziale con Baglioni al piano e poi Battisti di Emozioni insieme. Arriva la standing ovation e Mengoni si emoziona giustamente.



Ghemon "Rose viola" cresce al secondo ascolto, sound e vocalità, tutto molto particolare, emergono ancor più le sfumature: 7+

Loredana Berte' "Cosa ti aspetti da me" confermiamo le assonanze con Vasco, peccato che nel migliore dei casi sia una bside: 4,5





Paola Turci "L'ultimo ostacolo" notiamo stavolta qualche passaggio che ricorda Carmen Consoli e anche stasera la voce della Turci non è al suo meglio, ma la canzone c'è: 7-


Virginia Raffaele interpreta una  "Carmen" un po' sui generis, parte lento come sketch ma lei si dimostra una fuoriclasse assoluto.

Negrita "I ragazzi stanno bene" col suo incedere trasognante e carica d intensità e il ritornello tipico dei nostri, il secondo ascolto conferma il nostro pensiero di ieri: 6,5

Federica Carta e Shade "Senza farlo apposta" sono la vera e propria sorpresa di questo Festival, ovviamente per noi che non ci aspettavamo un brano pop così ben scritto, anche se la melodia non sembra proprio originalissima, il ritornello si fa cantare dopo mezzo ascolto ed è il più radiofonico in assoluto: 6+

Torna Pippo Baudo e presenta Baglioni che esegue "Questo piccolo grande amore" riarrangiata per l'occasione. Poi Pio e Amedeo, che mettono letteralmente in mezzo Baglioni, il risultato è spassosissimo, tra gag più o meno note del duo comico, che regala anche un momento riflessivo e toccante prendendo in prestito le parole dello stesso Baglioni.



Arriva Riccardo Cocciante direttamente da "Notre dame de Paris" e "Margherita" a due pianoforti con Baglioni. Cocciante si dimentica le parole ma il duetto tra i due è da brividi. A differenza di quello tra Michele Riondino e Laura Chiatti protagonisti di "Un'avventura" il film con le canzoni di Battisti che si preannuncia sin dal trailer una roba imbarazzante. 


Dopo un premio alla carriera a Pino Daniele, con le figlie che vengono a ritirare il premio. Si giunge così alla fine della serata e ai voti della giuria che così divide i cantanti:

Area Blu: Daniele Silvestri, Arisa, Achille Lauro, Loredana Bertè
Area Gialla: Ex Otago, Ghemon Il Volo, Paola Turci
Area Rossa: Federica Carta e Shade, Nek, Negrita, Einar


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