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Sanremo 2019 - Terza Serata - Le Pagelle



E' W l'Inghilterra la canzone che Baglioni pesca dal suo sterminato repertorio per aprire la terza serata del Festival di Sanremo, accompagnato dal balletto in "kilt". Arrivano "The Queen and The King" ovvero Bisio e la Raffaele. I ritmi sono subito alti, non mancano le battute ben dirette e le gag, si vede che l'intesa tra i tre e' cresciuta dopo l'emozione della prima serata.

Ad aprire la gara Mahmood: “Soldi”; ci aveva colpito al primo ascolto, al secondo il ritmo ipnotico prende di più e si apprezza maggiormente un testo di sicuro impatto, non è il nostro genere preferito ma bisogna riconoscere che il brano spacca:: 6,5

Enrico Nigiotti "Nonno Hollywood”: niente neanche al secondo giro ci passa l’idea di una canzone di Tiziano Ferro com un testo che può ricordare certe canzoni del Povia prima maniera: 4



La Raffaele canta su un grammofono che si inceppa, brava ma Favino aveva praticamente fatto e meglio la stessa cosa in pratica, lo scorso anno,  poi arriva il primo super ospite:

Antonello Venditti che canta "Sotto il segno dei pesci" e con Baglioni "Notte prima degli esami" inevitabilmente, anche se i due faticano a ricordare l'aneddoto del pianoforte sulla spalla

Anna Tatangelo “Le nostre anime di notte”: è la migliore canzone dell’intero repertorio di Anna , senza se e senza ma,. anche se riascoltandola c'è più di un richiamo alla melodia de "La notte" di Arisa e anche stasera l'esibizione vocale non è delle migliori: 5,5

Ultimo “I tuoi particolari”: anche dopo il secondo ascolto salviamo la strofa, il ritornello oltre che melodicamente strasentito, ha un testo da diabete aggravato: 5-

Bisio e Raffaele cantano il Sergio Endrigo di Ci vuole un fiore in nome dell'armonia e tra un fiordo, un fluoro, un flipper, la soluzione è che "per fare tutto ci vuole un filtro". Il tutto risulta un pò lungo ma ha il suo perché ed ha un bel messaggio.

Francesco Renga  “Aspetto che torni”:  in pratica è il continuo di Angelo, in taglio decisamente intimo e meno enfatico di certo del brano che vinse Sanremo qualche anno fa, lo special rovina un pò l'insieme ma è difficile restare indifferenti alla storia raccontata: 6,5

Irama “La ragazza con il cuore di latta”: la mente vola a Mary dei Gemelli Diversi, ma senza la semplicità del racconto di quel brano, qua si salva solo la prima strofa, dal ritornello in poi, il tutto risulta persino cervellotico oltre che retorico : 4




Alessandra Amoroso e le sue ali di pelliccia cantano "Dalla tua parte" e con Baglioni "Io che non vivo senza te" di Pino Donaggio. Poi arriva la Vanoni a scompaginare il tutto: - " Non è cambiato niente navighiamo a vista" con Ornella in veste di comica che duetta con la Raffaele, puro spettacolo.



Patty Pravo e Briga “Un pò come la vita”: morbida e sinuosa, neanche tanto banale nel testo e non dispiace neanche l’insieme delle due voci: 6+

Simone Cristicchi “Abbi cura di me” riascoltandola piace di più l’arrangiamento e il ritornello che non esplode evita l’effetto Mannoia dello scorso anno, di contro un pò eccessivo il finale e alcune parti del testo non convincono del tutto, ma rimane un bel brano: 6,5

Boomdabash “Per Un Milione”: è un brano estivo, con tutte le dinamiche del tormentone fatto bene, ma il testo è francamente orribile: 4,5



RAF e Tozzi si esibiscono in un medley a celebrare la loro unione artistica, poi cantano con i presentatori che fanno il coro "Gente di mare" e Beh non è decisamente un caso.

Motta “Dov'è l'Italia”;  la veste orchestrale non dona eccessivamente al brano, che gode di un ottimo testo… ribadiamo, in pratica è una cover dello stesso Motta: 6

The Zen Circus “L’amore è una dittatura”;  mantra in pieno stile Zen, il secondo ascolto convince decisamente di più, perché si apprezza maggiormente il testo, anche se non è di certo il miglior brano dei nostri, anche se è un suicidio portare a Sanremo un brano senza ritornello: 6,5

Nino D'angelo, Livio Cori  “Un'altra luce” si conferma un’operazione sbagliata in toto, anche se stasera Nino canta decisamente meglio: 4



Momento comico con Paolo Cevoli e il suo assessore ormai trombato e infatti si presenta con tanto di strumento,  non fa ridere più di tanto, ma regala un paio di battute vecchia maniera: - "Ma imputtanitela la Raffaele, le più gnocche sono la Bertè e la Pravo" e ancora: -"Ma non era il festival della canzone? Qui parlano tutti".
Si prosegue con la comicità, stavolta è il turno di Fabio Rovazzi che ha rinchiuso Baglioni per prendersi il palco dell'Ariston e portare un pò di ignoranza, con la complicità di Fausto Leali (peccato scordi le parole del brano) e dello stesso Baglioni.


Baglioni omaggia Mia Martini con il testo di "Oltre la collina" una canzone che scrisse per lei per il suo primo album, poi come da copione arriva Serena Rossi che interpreta "Almeno tu nell'universo"con Baglioni.

Ecco Rocco Papaleo, in attesa dei voti, che declama la sua personale "Questo piccolo grande amore" dopo aver rimproverato Claudio per "E tu", accompagnato dallo stesso alla chitarra, è un momento poetico, nonostante le apparenze, che si chiude naturalmente con Baglioni che canta "E tu". Dopo le lungaggini di sorta, ecco finalmente i voti della sala stampa:

Blu Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo,
Giallo Nigiotti, Motta, Zen Circus, Renga
Rosso Anna Tatangelo, D'Angelo e Cori, Boomdabash, Pravo e Briga

























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