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Coma_Cose - Hype Aura


“Paura di camminare Come i cani sulle grate Andare ai concetti Capire i concerti
Laurearsi in problemi E regalare i confetti Questo è il lavoro del cantante
Come nel circo i trapezisti Anagrammo: tra 'sti pezzi
C'è la mia vita scritta nei dischi” 

Basterebbero questi versi tratti da “A Lametta” per capire quel mix di sincerità, realtà, verità che ti avvolge ascoltando le nove tracce che compongono “Hype Aura” l’atteso primo disco dei Coma_Cose. Ma sarebbe riduttivo. E allora altro giro di parole, altro mix: poesia, intelligenza, tradizione e innovazione che vanno a braccetto sulla Darsena mischiando suoni e colori, beat, flow, citazionismo, equilibrismo e canzone d’autore. I Coma_Cose sono la roba più nuova, raffinata e coinvolgente che il pop italiano abbia partorito negli ultimi anni.

Dall’irresistibile “Granata”: scelta come secondo singolo estratto, che è una canzone pop nel senso più moderno e nobile del termine: “Non mi ricordo cosa ho fatto ieri Ma so capire i sentimenti veri Sono quelli che lavorano di notte come i panettieri Quanta paura di essere diversi Ma quanta noia ad essere perfetti I ponti sono fatti per buttarsi Mica per metterci i lucchetti”; all’altrettanto accattivante “Mancarsi”: che inizia con un sample che ricorda quello di Reclame dei Baustelle e prosegue leggera e malinconica al tempo stesso,  per esplodere in un ritornello ad alto tasso melodico dai sapori anni ’80: “Che schifo avere vent'anni Però quant'è bello avere paura La strada è solo una riga di matita Che trucca gli occhi alla pianuraPercorrerla tutta per andare lontano E fammi fare i soldi come i rapper che poi dividiamo”. “Beach Boys distorti”: “la tua musica l’accetto come Jack Nicholson in albergo” è un frullatore di immagini in movimento da fermare con la melodia che fa il verso agli 883,  tra il voler rimarcare la propria diversità e un giusto senso di rivalsa dedicato a chi non credeva in te:
“610 è il tuo numero, mi ripetevi: "Sei uno zero" E adesso che a girare finalmente inizia Ti dico "Vaffanculo", sì, ma in amicizia Nuovi cantanti, io agli opposti Loro tarocchi, Jodorowsky
Loro tutto fumo e mai arrosti Io poeta, Majakovskij”. Si arriva così alla narcotica “Via Gola”: il primo singolo estratto, dall'incedere ipnotico da “post”... e i social non c'entrano niente, della serie discorsi lucidi di prima mattina.. “Taglio l'anulare metti che mi volevi sposare Zack, de la Rocha contro la macchina Fai presto che è già mattina È tutto così rallentato che si può capire Perché per raggiungere il nirvana a volte Serve un'overdose di fucile, pam, pam”. “A Lametta”: è un vero e proprio manifesto "pop" tra giochi di parole e melodia: “Una cosa che mi piace e l'altra no: I rigatoni, il reggaeton Il fantasma di Battisti è Mogol (forse) Il plurale di polmoni è Pall Mall (tosse) Mi piace solo chi è trasparente Nel parlarti di problemi e desideri Tipo lei che si tagliava i capelli così corti Che quasi le vedevi i pensieri”. “S.Sebastiano”: morbida e soffusa: ”Ho bisogno di una valvola di sfogo Come quella dei braccioli da bambino al mare Ci soffiamo dentro l'anima e a quanto pare La mia anima inquieta mi ha impedito di annegare “ con tanto di autocitazione di "Anima Lattina”. Con “Mariachidi” si va di ritornello "aperto" da coro, che ben si contrasta col mood cupo e incisivo delle strofe: “Se cane mangia cane il mondo ha sempre fame Odia il sushi, edamame E non mi fare la morale che alla quarta pinta Faccio Bukowski-fo se bevo la quinta La solitudine costa fatica Mi salvi sul telefono e mai nella vita”. “Squali”: "Abbiamo bocche di lupo Perché lo stomaco è sottoterra Proprio come il velluto (shiny shiny) Amaro del Capo cosparso di cenere E dolce Venere di rime"Non solo i Velvet Underground e l'inevitabile Spielberg, ma c'è anche spazio ancora una volta per un' autocitazione, in questo caso da "Pakistan",  il brano più cantautorale del lotto: “In fondo siamo pescecani E anche se a Milano non c'è il mare Noi restiamo squali”. Chiude “Intro”: liberatoria, solenne e... distorta, dove il titolo dice già tutto sul senso del brano, specie se messo alla fine dell'album, le poche parole del testo esplicitano il concetto : “Comunque vada l'inizio Alla fine saremo solo io e te Con i nostri mostri e sentimenti Quindi non preoccuparti se hai paura”

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