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Dino Fumaretto - Coma



“Coma” è il ritorno in grande stile di Dino Fumaretto. Dieci brani sospesi, di un’intensità a tratti straripante che sono poesia, cinema… grande canzone d’autore. Il racconto di Fumaretto è intimo, spesso complice, spesso brutale, è un racconto vivido,  dove Iosonouncane, Francesca Baccolini e Rocco Marchi agiscono come una perfetta colonna sonora, accentuando le immagini che scaturiscono dalle parole o sostituendole opportunamente andando a riempire i silenzi. Un lavoro di gran classe che si candida già ad essere uno dei migliori album del 2019:

“Nel sonno profondo”: evocativa e poetica nel suo essere persino “drammatica”, con un arrangiamento da brividi: “noi due siamo insieme in fondo molto in fondo”

“Sopra la mia testa”: solennità che lascia spazio alla ritmica accattivante “come un desiderio espresso” prima quasi di svanire nello stesso istante per un finale a tinte prog mentre divampa la gelosia: “vorrei che ne abusassero e tornasse dentro casa chiedendo protezione le spezzerai le ali che tanto non le usa le appenderei al soffitto per vederla sempre in alto prima di dormire”

“Problema in affitto”: “dico al mio amore di stare tranquilla va tutto bene andiamo a dormire”, ovviamente non è così e l’atmosfera è inquietante più che sinistra, un mix di tensione cinematografica

“Bicchiere”: “non ci sei mai quando soffre il mio cuore mi bevo il bicchiere”: sorta di mantra alla Nick Cave, dai toni meccanici e minacciosi che non rinuncia alla melodia

“Fiori di cantina”: trasognante, fiabesca, pronta a rivelarsi un incubo: “la settimana scorsa ho disegnato un mostro l’ho donato alla ragazza lei apprezza il grottesco”

“Innocuo sogno di rivolta”: “eppure visto qualcosa che va oltre il solito fondo di bottiglia” Viene in mente un Battiato in salsa punk abbinato alla teatralità di un Faust’o

“Bicchiere rotto”: “Tu per me sei un luogo sicuro, sei fragile ti tengo in mano, io per te sono un luogo comune sono fragile mi tieni in mano ma un giorno lo giuro su dio che non esiste sarò un bicchiere rotto” ricorda il miglior Piero Ciampi per poetica e approccio competitivo aggiungendo ampie dosi di solennità “vieni a fare il morto nel mio mare”

“Storia epica”: suite tarantiniana schizoide e carica di pathos, da seguire con molta attenzione : “perché non bevi? Se non bevi morirai devi bere, ho detto che non ho sete”

“Prima di morire”: “prima di incontrarti già sapevo che non ti avrei incontrata davvero” dai sapori battistiani,  è semplicemente un brano emozionante: “non sono il sogno di chi vorrei”

“Coma”: “potrebbe essere mia moglie, non è solo un’astrazione se lei ride invece di pregare, sei lei vive anche quando si chiude e se lei lo volesse ora mi sveglierei dal coma” intensa e suggestiva, ha il mood di un western sbilenco specie nelle parti strumentali

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