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Esposito - Biciclette Rubate



Una scrittura pulita, curata, intelligente,, che viene messa in risalto da arrangiamenti mirati. E’ un album che scorre piacevolmente “Biciclette Rubate” di Esposito. Dieci canzoni dal taglio agrodolce, tutte di sicura presa, dirette, immediate, con poche sbavature, fronzoli e tanta sostanza.

“Bollani”: col pianoforte portante, inevitabilmente, visto l’omaggio nel titolo a Stefano Bollani, è un brano delicato e sospeso, con un testo poetico e ironico: “un pesce rosso nuota sempre in una vasca ma sempre un mondo nella testa”

“Voglio stare con te”: “i miei silenzi in un giorno d’aprile, è stato come morire” qui la protagonista è la chitarra e una sezione ritmica che si fa via via sempre più accattivante, un brano easy pop, decisamente ben scritto.

“Biciclette rubate”: la titletrack denota un songwriter maturo, “non solo a parole” ma anche per l’ottimo arrangiamento: “la città lo sa che siamo un mare di sbagli che voglio solo vederti, biciclette rubate nei viali deserti”

“La casa di Margò”: suggestiva, immersa in un mood tnostalgico: “se fossi una stagione non saprei neanche come vestirmi e poi non so nemmeno se hai voglia di vedermi e se fosse romantico ti porterei dei fiori, che tanto poi si muore e si ritorna fiori”

!Quando sei ubriaca”: semplice e diretta ad alto tasso melodico: “mi chiami solo quando sei ubriaca, ci credi? E non ne posso più di starti dietro, ma poi quando frimane il vetro passo io da te”

“Le canzoni tristi”: istantanee di una fine di un’amore ripreso con stile e crescendo d’intensità:  “come le canzoni tristi giusto e tu che te ne vai col tuo vestito rosso”

“Diego”: brano pop trascinante colorato dai synth: “ti scorderai di me di te di noi”

“L’amore cos'è”: "è che non riesco fare a meno di te e vorrei scomparire mandarti all'inferno e poi veder fiorire quell'attimo in eterno" ballad circolare tra malinconia e ironia, forse un pò scontata in certi passaggi

“Marina di Pisa”: ora morbida e sospesa, ora  solenne nel suo dipanarsi, ancora una volta con un ottimo arrangiamento: “quando ti avvicini sento il mare dentro”

“Le viole”: “se perdo di nuovo me stesso cosa vuoi che sia” il pianoforte torna protagonista per questa traccia conclusiva, intima,  a racchiudere l’essenza dell’intero lavoro: “se fa il mare davvero ci porta via, ci inghiotte come la notte”

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