"CR7" l'uomo chiamato per far vincere "la maledetta" al popolo bianconero


Con il campionato ampiamente chiuso, forse già con l’arrivo estivo di Cristiano Ronaldo alla Juve, anche se in pochi avrebbero immaginato un distacco così abissale tra la prima e la seconda a questo punto della stagione, con la sfortunata Roma del “non tranquillo” Florenzi e dell’impreciso e nervoso Dzeko che si è affidata all’uomo di Testaccio, all'eroe di Leicester, Claudio Ranieri, per acciuffare un posto in champions, col Milan di Gattuso e di Piatek sempre più squadra vera e l’Inter orfana di Icardi per masochismo o necessità si fa fatica a capirlo, tutta l’Italia pallonara è concentrata sul ritorno allo Stadium tra Juve e Atletico Madrid. La domanda è solo una e gira nelle testa di tifosi, addetti ai lavori e semplici appassionati: - Si parlerebbe di fallimento in caso di eliminazione? Nonostante uno scudetto giù vinto, per Allegri, squadra e dirigenza? Il tema è questo e verrà sviscerato nelle prossime 24 ore, senza appelli, se e ma di sorta.. perché la storia è prossima a compiersi. E’ innegabile che CR7, il suo acquisto e il suo stipendio, siano stati immessi sul groppone del bilancio juventino unicamente per un obiettivo, chi dice altro, mente, sapendo di mentire. E’ innegabile dunque che se la Juve dovesse uscire domani sera, oltre a far felice la mezza Italia anti juventina, si troverà a far fronte a uno scompenso per le sue casse non di poco conto. Non è un caso che Paratici nel mercato di gennaio abbia raggranellato quanti più “spiccioli” possibili tra cessioni improvvise e iper valutazioni, da Cerri a Sturaro, passando per Audero... Ronaldo ha un costo e si ripaga da solo, solo se vi avanti nella competizione più importante. Ma se i bilanci si possono sistemare, difficile sarebbe sistemare una sconfitta del genere e non solo in termini economici. Uscire agli ottavi dalla Champions infatti sarebbe una tragedia, è inutile girarci intorno, anche se si dovesse uscire con l’onore delle armi, come col Bayern... o il Real lo scorso anno per intenderci. Un allenatore non si giudica da una partita, firmato Pavel Nedved, mica De Gregori, ma è palese che domani  la sfida con Saul, Griezmann e soci rappresenta un vero e proprio spartiacque per la stagione juventina, che non prevede mezze misure, che è dentro o fuori, una partita secca tra il bussare alle porte del Paradiso o precipitare all’Inferno. Massimiliano Allegri ad ogni modo, sembra aver fatto il suo tempo e Deschamps, Conte… sono pronti a sostituirlo comunque vada. Lasciare da vincente o come uno che è arrivato ad un passo, questo è il dilemma, domani l’ardua sentenza, ma è bene essere chiari, sarebbe un fallimento, sarebbe gettare alle ortiche il bonus Ronaldo, il primo Match Point, di un fuoriclasse, che ha un paio d’anni, non di più, per segnare la storia della Vecchia Signora... sperando che quanto meno domani, ricominci a segnare nella competizione che lo ha consacrato come il miglior giocatore del mondo, Messi permettendo. Sembra un paradosso, ma al momento alla Juventus di Champions, è mancato proprio lui, CR7, l'uomo chiamato per far vincere "la maledetta" al popolo bianconero.

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