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Bentornato Presidente di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi


Sono passati 8 anni, Peppino e Janis vivono sui monti insieme alla piccola Guevara. Lo status quo del terzetto felice e contento viene spazzato via sin da subito (con un montaggio serrato e convincente tra l’altro), in quanto Peppino vive nel suo mondo fantastico ma ha più di una difficoltà ad ascoltare veramente e Janis (interpretata stavolta da Sarah Felberbaum) non ha mai nascosto la sua voglia di tornare nella grande città. Il ritorno a Roma, grazie anche alla proposta di riavere il suo posto a fianco del Presidente della Repubblica, convince la donna che la storia d’amore con Peppino, è ormai giunta al termine. Nel frattempo mentre i due si rivedono solo per la figlia, il quadro politico italiano è quello reale prima della elezione di Conte a premier. Non è difficile anzi tutt’altro, riconoscere Salvini, Di Maio e Renzi. Senza voler svelare niente sul come, ma prevedibilmente al Peppino di Bisio tocca impersonare Conte. Quel che ne consegue ricalca come è ovvio Benvenuto Presidente, col nostro prima poco convinto poi via via sempre più a suo agio col nuovo ruolo di premier fino all’inevitabile discorso finale. Il film scorre piacevolmente e non manca di far riflettere, buona la regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi,  che in certi frangenti adottano anche soluzioni tipiche da videoclip che ben si integrano col resto del corpus diversificandolo. Di contro qualche eccesso didascalico e una sceneggiatura sin troppo a sensazione nella parte finale. Alla resa dei conti “Bentornato Presidente” è addirittura migliore del primo capitolo che puntava tutto sull’intuizione iniziale e procedeva a colpi di facili sorrisi. Qui invece c’è una critica centrata sullo stato odierno del nostro paese e sulla sua classe dirigente senza dimenticare la comicità.

“- Ti hanno chiuso in una palla di vetro con la neve dentro, ma tu a fare Frozen non ci resisti”
“- Il web è come una cistifellea, si nutre di bile, tu in questa metafora sei? - Il fegato”
“- Ma non ho nessuna esperienza - Ha già fatto il presidente - Si ma a cazzo, ehm a istinto”
“- Sarai il primo a dare al paese quello che vuole: parole non fatti”
“- E allora sai cosa faccio? - Cambio l’Italia - E come? - Come al solito, a cazzo… ehm a istinto”

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