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Coez - E' Sempre Bello


Coez non è più un rapper,  ma di determinati stilemi ne mantiene l’indole,  Coez è anche e soprattutto altro, oggi più che mai, è di certo pop, e dopo il successo ottenuto con “Faccio un casino” a maggior ragione.. un vero rapper si vanterebbe del successo ottenuto, Coez,  in "E' sempre bello", passa direttamente a raccontare l’altro lato della medaglia, non c’è tempo ne bisogno per fare un disco narcisista o di autocompiacimento. Se la mano di Niccolò Contessa si fa ancora una volta sentire per quanto riguarda la struttura dei brani, il mood richiama il primo Vasco, che assaporava “il successo” nei primissimi anni ’80… e non possono che essere quegli anni il sound di riferimento, ma il tutto scarnificato, ridotto alla pura essenza, come quella del Vasco più verace ma con la classe tipicamente pop che contraddistingue il nostro, capace di infilare una hit dietro l’altra, quasi controvoglia e con la capacità di risultare complice sin dal primo ascolto, dicesi empatia. Coez canta i suoi demoni, “maledetto con stile” il risultato è una botta, ora energica, ora come in Ted 2 “Dov’è la mia casa?”

"Mal di gola": "tutto è bene quello che finisce anche se non bene basta che finisce non ne potevo più non ne potevi più" Impossibile non pensare a "Siamo solo noi" per quanto riguarda la strofa, ma è la melodia a prendersi la scena nel ritornello: "ho una foto in cui stai bene senza di me, che venivi bene te lo ricordi pure te"

“E’ sempre bello”: “è meglio se rimandi un pò quando stai per venire ha un fascino più forte quello che sta per finire!” la titletrack è un rap morbido che presto si fa complice, grazie a un ottimo testo e la melodia avvolgente nel ritornello : “‘E’ bello se scopiamo al buio anche se fuori è giorno è sempre bello averti intorno”

“Catene”: “mi serve un elastico per tenermi insieme, ci serve un elastico per tenerci insieme, non basta un elastico per tenerci insieme” deliziosa, dalla ritmica accattivante "non credo al matrimonio in generale, in generale basta che mi vuoi bene"

“Domenica”: electro pop, 80 style, “come se fossimo bambini, come se fossimo destini che si corrono accanto con le mani nel vento” con tanto di citazione del Vasco di "T'immagini": "vorrei che fosse  domenica e che tua madre fosse un pò meno nevrotica"

“Fuori di me”: “e ho pensato a quanto siamo piccoli anche visti da vicino” filastrocca dagli accenti blues: “le stelle sono soli ma mica siamo soli noi”

“La tua canzone”: “amare te è facile come odiare la polizia” pop rock di sicuro impatto

“Gratis”: “fuori c’è un mondo che sta sul cazzo anche a te” incedere solare che ben si contrasta con le parole, altro brano ampiamente godibile che ricorda i primi Articolo 31

“Ninna nanna”: della serie biascicata su chitarra acida.. sembra un outtake rimasto fuori da "La fabbrica di plastica" di Grignani: “dico tutto bene ma io qui non ci sto bene più”

“Vai con Dio”: rock and blues semplice e diretto che fa tornare in mente "Domenica lunatica" di Vasco: “e non la smetto più di pensarti con le mani” con tanto di citazione di Disperato erotico stomp di Dalla”Se ti hanno visto bere a una fontana ero io”

“Aeroplani”: “apri le mani come quando giocavamo a fare gli aeroplani” intensa, un vero e proprio gioiellino

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