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Blindur - A


“A“ è il secondo album per “Blindur” che non solo conferma il talento, ma supera addirittura le già alte aspettative che avevamo su di lui, anche dopo averlo visto live. Impreziosito da arrangiamenti di assoluto livello, A è semplicemente un album gioiello, di dieci canzoni poetiche, sincere, cariche di emozioni che hanno il dono dell’empatia… ti riconosci subito e ti immergi nelle suggestioni narrate, tra ricordi e nostalgia mentre le stagioni scorrono inesorabili e ti concentri su certe sfumature che prima non avevi capito o avevi capito benissimo e hai fatto finta di niente, mentre il tempo continua a passare inesorabile tra ansie, ossessioni, sogni, cicatrici, coraggio, paure, speranze, fantasmi, desideri.. la vita:

“Invisibile agli occhi”: “in questi posti qualunque pieni di musica innocua bisogna prendere atto che non ha più seguaci la rivoluzione” mood che ricorda certi episodi di Riccardo Senigallia, dove a prevalere in questo caso è l'energia, spingendosi su una marcetta a tinte western

“Futuro presente”: “ci sono troppe domande e non c’è mai abbastanza tempo per capire” trascinante e poetica al tempo stesso tra pause e ripartenze: “avevamo un’idea ma non ci viene in mente”

“3000X”:”felicità è il nome del coltello che tortura l’umanità” mantra minimal, ritmiche in levare improvvise e complici, ottimo l’arrangiamento: “.. e io e te saremo finalmente soltanto animali”

“Il punto di rottura”: selvaggia, poetica, bellissima:“come svegliarsi in tempo per fare un incidente essere quasi morti e dire mamma non mi sono fatto niente” impossibile non pensare ai Tre Allegri Ragazzi Morti “e dimmi se sai tornare in quel posto che ti proteggeva quando eri bambino e volevi restare nascosto”

“Q.B.”: suggestiva ballad che cresce d’intensità: “non si possono tenere allo stesso volume i casini che hai in testa e le voci del cuore” con un finale evocativo

“La forma delle mani”: “e poi le idi di marzo l’aria di rivoluzione ce ne stavamo seduti sull’orlo di un burrone” la bellezza della nostalgia mentre qualcosa di tragico incombe

“Una brutta canzone”: morbida e sinuosa “quando quello che sai è quello che non vuoi è quello che non sei” con scorci psichedelici “quando ogni bacio somiglia al morso di un serpente” notevole ancora una volta l’arrangiamento

“Ansia”: “tu devi divertirti a costo anche di impazzire” atmosfera crepuscolare con l'intensità che si taglia a fette.

“Cetrioli”; “perché non hai provato a tornare indietro a chiedere scusa?” a stemperare la tensione arriva questo country ironico, a tema bilanci di fine anno:“una buona occasione per non litigare una scusa efficace per fingere bene”

“Come sassi”: “nell’aria si sente una droga leggera e tutto ritorna a colori” ballad di classe cristallina

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