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Chernobyl - HBO

Chernobyl (HBO/Sky Atlantic)


“Qual è il prezzo delle menzogne? Non le scambieremo certo per la verità. Il vero pericolo è che se sentiamo troppe bugie, non riconosciamo più la verità. Allora cosa possiamo fare? Cosa ci rimane se non abbandonare anche la speranza di conoscere la verità e di accontentarsi invece di sentire solo delle storie?”

Che la HBO sia ancora oggi la migliore casa di produzione di serial al mondo lo si evince anche dalla miniserie come quella di cui ci occupiamo oggi: “Chernobyl”. La serie parte dall’esplosione stessa, una delle tragedie più grandi della storia attuate dall’uomo. Questo pone subito il telespettatore al centro della storia, lo coinvolge fin dai primissimi istanti, facendolo rimanere saldamente incollato allo schermo della tv, tanto che la prima puntata è stata vista da quasi due milioni di telespettatori ed è il terzo miglior esordio per una serie tv della HBO della storia del canale. Non solo, la serie è entrata al secondo posto come numero positivo di recensioni della critica americana, con un valore di 9.4 su 10. “Chernobyl” quindi è riuscito ad unire in maniera eccellente pubblico e critica. La serie tra l’altro è volutamente corale, non si concentra su un solo personaggio, come era presumibile, cioè su Anatolij Djatlov,  qui interpretato da Paul Ritter, considerato da molti responsabile della strage, la scelta migliore su cui far ricadere la colpa, perché, come viene definito nella stessa serie, era “un uomo arrogante, sgradevole, controllava la stanza quella notte, lui dava gli ordini e non aveva nessun amico”, ma la serie amplia il suo raggio di azione, coinvolgendo persone all’interno e all’esterno della centrale nucleare di Prypjat.



 Bellissima la scena in cui ci vengono mostrati una serie di civili che per concedersi un punto di vista migliore sull’esplosione si spostano su un ponte vicino per ammirare meglio la catastrofe dall’angolazione più adeguata ed ancora più efficace è il finale di episodio, quando arriva il giorno dopo, quando la vita riprende come sempre, ma un uccellino è a terra, morto a causa delle radiazioni causate dal fumo. Tutta la parte prettamente tecnica è di livello altissimo, ma la serie eccelle anche sotto il profilo dell’umanità, la serie emoziona, in certi punti diventa straziante, perché ci racconta anche di chi è caduto in “battaglia”. E, manco a dirlo, anche il cast risulta praticamente perfetto, nonostante però pecca sugli accenti degli attori, troppo british, perché ci troviamo pur sempre in Ucraina, ma gli attori hanno il tipico accento inglese, ma è un “difetto” ovviamente passabile, anche se forse si potevano cercare attori di origine ucraina per far risultare il tutto ancora più perfetto, ma come dicevamo sono piccolezze, sciocchezze, considerando il cast di tutto rispetto. Tra loro dobbiamo ricordare: Jared Harris nel ruolo di Valery Legasov, vicedirettore dell’Istituto di energia atomica di Kurchatov, che fa parte della squadra che ha dovuto rispondere del disastro; Stellan Skarsgard interpreta Boris Shcherbina, vicepresidente del Consiglio dei ministri e capo dell’ufficio per i combustibili e l’energia; Emily Watson è Ulana Khomyuk, personaggio creato apposta nella serie, è uno scienziato che diventa membro della commissione che indaga sul disastro; Jessie Buckley è Lyudmilla Ignatenko, moglie di Vasily (Adam Nagaitis), vigile del fuoco venticinquenne. I personaggi sono troppi per elencarli tutti in questa occasione, ma ognuno di esso ha un'ottima caratterizzazione e una funzione precisa all’interno della trama.


L’atmosfera risulta un po’ troppo cupa, troppo noir, la fotografia eccessivamente scura, ma nel complesso ci può anche stare visto il tema trattato. Nonostante sia, com’è normale, un po’ romanzata, la serie riesce a creare un parallelismo notevole con la realtà, con una trama che diventa essa stessa tossica quanto quella nube dell’esplosione delle scene iniziali. La miniserie si lancia verso gli Emmy Awards con molte probabilità non solo di rientrare nella rosa dei nominati tra i premi di maggiore spessore, ma anche presumibilmente tra i premiati. “Chernobyl” arriverà dal 10 giugno anche in Italia su Sky Atlantic e vi consigliamo caldamente di non perderla.

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