Il Traditore di Marco Bellocchio


"Non mi fraintenda, ma ho più paura dello Stato che della mafia"

Marco Bellocchio torna con “Il Traditore” che direttamente da Cannes è arrivato nei cinema italiani, in tempo per commemorare l’anniversario della morte di Giovanni Falcone. Il film narra la storia di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, colui che portò allo storico maxi processo e gettò più di un dubbio sulla convivenza tra stato e mafia. Dubbi e paure che affliggono l’esistenza di "Masino", interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino, un uomo che he letteralmente tenuto il piede in due staffe, in un vero e proprio oscillare dentro/fuori, alla ricerca delle sfumature che le immagini stesse mettono in moto, a volte anche con eccessi didascalici. Un uomo, che non solo a parole, ma in cuor suo, non si è mai considerato un pentito. Dal suo punto di vista infatti i veri traditori sono altri, come si intuisce sin dalla prima sequenza che mischia il Gattopardo al Padrino, Buscetta è legato a “Cosa Nostra”, a un concetto amtico quasi “nobile” della piramide delinquenziale che descriverà a Falcone una volta arrestato in Brasile. Una “Cosa Nostra” che non c’è più, che deve fare i conti con le famiglie di Corleone che non hanno rispetto neanche per donne e bambini.  Bellocchio tiene in pugno, con estrema intensità lo spettatore e ricrea fedelmente le parti processuali della vicenda, rimanendo concentrato sul personaggio Buscetta, indagando cosa si cela dietro le sue scelte tormentate, ed in qualche modo erigendolo a simbolo del  vero e proprio tassello mancante, ovvero le commistioni stato mafia, con la necessità delle prove inconfutabili, che nel corso degli anni hanno portato solo a condanne “lievi” su nomi fra virgolette secondari mentre sui pesci grossi è rimasto e c’è tutt’ora l’alone ma… Bellocchio sfuma in un certo qual modo, anche lui del resto come Buscetta non ha le prove, ma in questo modo lascia un sotto testo importante che non può che far riflettere, perché a volte "uno sguardo può anche uccidere". 

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