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Daniele Celona "I ragazzi dello zoo" il video



Nuovo singolo e relativo video per Daniele Celona: "I ragazzi dello zoo".

Queste le sue parole:

Esce il video de I Ragazzi dello Zoo e mi permetto una non così breve digressione da quanto nostra signora promozione richiederebbe. Diciamo che questo agonizzante mezzo social(e) consente ormai di sentirsi quasi come nel salotto di casa, con pochi intimi accorsi, a cui narrare di tanto in tanto qualche storiella, o quel che dietro una storiella si nasconde.
Questo brano è stato sin dall’inizio un accavallarsi di strani incroci.
Il racconto sotto la canzone, era ben delineato nella mia testa. Scritto in Sardegna, ma ritagliato su Torino, sull’Estate delle strade semideserte, sulle vicissitudini di due emarginati, immaginati lì, in quel Parco Michelotti dove un tempo sorgeva lo zoo cittadino. Due randagi immersi nell’afa, avvolti dalla solitudine di Agosto, eppure felici, come solo il bastarsi a vicenda a volte sa rendere.
Il perché Lei fosse poi tornata sulla “retta via” era altrettanto chiaro dentro il mio Tetris mentale, un perché non inserito nella canzone, rimasto nascosto a vantaggio dell’invettiva di Lui, del veleno che feci sgorgare fiero dalle sue parole, in quella sua reiterata dichiarazione di libertà, in occasione del loro nuovo e fortuito incontro.
A quasi un anno di distanza dalla stesura ero di nuovo in Sardegna. In giugno, come adesso. Non per vacanza, né per ritirarmi in scrittura come lasciai intendere. Ero lì per salutare mia madre ed erano sacrosanti cazzi miei. Ma questa è una storia che sarebbe poi finita in un altro brano.
Ogni giorno intorno alle sei di sera, mi concedevo un salto al mare nella mia amata Porto Pino, fermandomi alla prima spiaggia come non facevo da anni. Ascoltavo incessantemente gli allora primi provini del disco a venire, un po’ perché era una delle poche cose a darmi sollievo e un po’ perché IRDZ era ancora in fase di mix e cercavo di dare tutte le indicazioni possibili al buon Pietro Cuniberti che da Torino continuava a mandarmi nuove versioni via mail. Già allora la canzone aveva qualcosa di insospettabilmente “fresco” rispetto ai miei canoni. L’avevo infatti già definita “una fresca gita all’inferno” e ancor oggi è l’etichetta che trovo più adatta e che più mi diverte se penso a questo perfetto anti-singolo estivo. Tutto qui.
Ma veniamo a noi. Durante l’ultima discesa sull’isola, ho portato quei ragazzacci che mi ritrovo come band fino a casa mia, nel profondo Sulcis, a Porto Pino e Sant’Anna Arresi, nei luoghi di cui ero e sono ancora così geloso. Giusto una piccola gita prima della data all’Ateneika Festival di Cagliari, ma sufficiente per raccogliere un po’ di materiale e dar corpo alla parte dominante del clip, il report su quanto accaduto in quei giorni sotto e sopra palco. Fanno da complemento le immagini di playback girate al ritorno in continente, nella zona dove attualmente vivo, in una Torino all’alba ancora deserta (o quasi).
Chiudo dicendo che dar vita a questo video e a farlo ancora una volta saltando avanti e indietro sull’asse Piemonte-Sardegna è stata forse la perfetta chiusura del cerchio per un brano a cui tengo così tanto e che lungo quell’asse geografico è nato.
Le riprese del live sono del bravissimo Paolo Maneglia.
Il resto, tolte le pessime, ma divertenti immagini raccolte da me e Davide, è ad opera del magico duo che si cela dietro il nome Sans Video ovvero Paolo Bertino e Gabriele Ottino, già autori dei video di Atlantide e HD Blue.
Che dire, grazie a tutti per questa ennesima sbatta, ai miei zii e a Fabio e Bobo di MIS per averci accolto con amore come sempre.
Complimenti ancora ai ragazzi di AteneiKa per l’organizzazione perfetta e a La Rappresentante di Lista con cui abbiamo condiviso il palco del festival.
Baci audaci

Credits
Riprese: Paolo Maneglia, Paolo Bertino, Daniele Celona, Davide Invena
Montaggio e editing: Sans Video (Gabriele Ottino / Paolo Bertino)

Si ringraziano la famiglia Anedda, Ateneika Festival e MIS - Made Island Music

Testo
I RAGAZZI DELLO ZOO

Corallo e argento non è
ma plastica e ferro per te
un cielo che libera cristalli di plexiglas
eppure ci sembrava così bello
soltanto perché era il nostro posto giusto
giusto soltanto perché era il nostro, posto giusto o no
guai a chi ci stava in mezzo

Ma poi arrivò l’estate
a scoprire il culo e i peccati dell’uomo fuggito in vacanza per due settimane.
Eh, già, sia maledetta l’estate, ma in fondo non odio davvero nessuno
se nessuno ci vide nel nostro deserto

mai e poi mai ritornerai
mai e poi mai ritornerai
adesso dove sei?

Eccoti proprio lì.
Dici che siamo destinati a questo,
a un’insalata in pausa pranzo,
a una sigaretta su di un ballatoio,
alla carriera alla routine a un nodo scorsoio
non erano meglio le mie mani sul tuo collo
le tue labbra me le ingoio e muoio
piuttosto che tornare a questo
nient’altro che l’incesto
della tua stessa madre patria che ti fotte
ti regala i sogni e poi li inghiotte
tocca i miei gomiti sbucciati per frenare le cadute
dentro pozzi di felicità perdute
guarda i tuoi tagli sulle braccia
autoinferti perché faccia meno male
sentire così bene questo dolore

Ma poi arriva l’estate a scoprire il culo e i peccati dell’uomo
fuggito in vacanza per due settimane
eh, già, sia maledetta l’estate
nessuno si accorge o fa finta di niente
nessuno ci vede nel nostro deserto.
Quand’è che arriva l’estate
a svuotare i cuori  le strade del centro finito in vacanza, due cazzo di settimane!
Eh, già,  quand’è che torna l’estate?
Ma in fondo non frega più niente a nessuno se nessuno mi vede in questo deserto

mai e poi mai ritornerai
mai e poi mai ritornerai
mai e poi mai ritornerai.


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