Passa ai contenuti principali

It's Bruno - Netflix



“Dov'è la carne di tacchino? Lo sai che Bruno non mangia altro... è grazie a me che pagate le bollette!”

Ormai la Netflix ci ha preso gusto a creare queste serie molto brevi, da 15 minuti ad episodio, che si possono seguire tutte di fila. Qui il numero totale degli episodi è 8 e quindi la prima stagione dura 2 ore ed in queste due ore quello che facciamo è fondamentalmente seguire un uomo che passeggia per le strade di Brooklyn col suo adorato cane Bruno, da qui il titolo della serie: “It's Bruno”. In poche parole la trama è tutta qui: c'è Malcolm (Solvan Naim), che passeggia per le vie del quartiere di Bushwick con il suo amato cane, che considera come un figlio. Il ragazzo di volta in volta incontra diversi personaggi con i quali scambia qualche battuta, ma  i discorsi ricadono inevitabilmente sempre su Bruno. Creato dallo stesso Solvan Naim, la serie mette veramente al centro il cane, cosa mai seriamente avvenuta, perché tutta la storia ruota su quello che significa possedere un cane e amarlo davvero.



“It's Bruno” è una comedy assolutamente fuori dagli schemi, che gioca sulla stravaganza del rapporto tra Malcolm e Bruno, sul loro incedere sul marciapiede evitando ostacoli e facendolo con la serietà tipica di un drama come tanti, ma cercando di evidenziare quegli ostacoli come se fossero alle prese con una vera avventura stile “Scorpion”. Nel corso degli 8 episodi succede sempre qualcosa durante il tragitto: un negozio di animali che cerca un cane per una pubblicità, la conquista dell'affettato di tacchino preferito da Bruno, una donna che cerca di conquistare i padroni di cani solo per rubare i loro amici a quattro zampe e così via. La serie è una chiara presa per i fondelli a quei padroni che prestano eccessiva attenzione ai loro cuccioli, emblema di ciò è il “duello” che si viene a creare tra Malcolm e Harvey (Rob Morgan), uomo dello stesso quartiere con un cane molto simile a Bruno, ma che è molto più amato e sa fare molte più cose del nostro protagonista. Tra i due quindi si creerà una competizione molto divertente.



Bruno non è Rex, ne tantomento Lessie, non salva le persone e soprattutto non parla, come il cane della serie “Wilfred”, assolutamente nulla di tutto ciò, la forza di Bruno sta proprio nell'essere un cane normale, con uno sguardo amichevole e simpatico e delle banalissime abilità tipiche di un cane comune, ma sempre accompagnato dagli sguardi di ammirazione del suo padrone. Nel complesso “It's Bruno” è una serie gradevole, dolce, la sua forza è la rapidità degli episodi e quindi della narrazione, non annoia ed in un'epoca come quella in cui stiamo vivendo, nel quale ci sono serie interminabili, dove ogni episodio può anche durare come un film, “It's Bruno” diventa una perla rara, qualcosa di rigenerante e rinfrescante, nel marasma di centinaia di episodi e decine di stagioni che lacerano le trame e annoiano di brutto. Con una bella idea di base, gli interessanti spunti narrativi e gli ottimi dialoghi, Naim crea una sorprendente serie televisiva alla quale non avremmo dato un centesimo prima di iniziarne la visione, eppure “It's Bruno” è una delle cose più interessanti di questa stagione tv.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...