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Arrivederci Professore di Wayne Roberts


“- Come mai hai gli occhiali da sole? Ho il cancro Peter, è opportuno che indossi occhiali da sole in un luoghi insoliti”

Pseudo inno alla vita senza riuscire a essere mai del tutto coinvolgente, con il distacco del protagonista che diventa man mano sempre più cifra stilistica e sempre più accozzaglia di stereotipi perdendo passo dopo passo “credibilità”. Arrivederci Professore di Wayne Roberts,  con Johnny Depp mattatore assoluto, è questo e poco altro. Si salvano i dialoghi spesso brillanti anche se monotematici a sfondo sessuale, ricchi di autoironia, il ritmo comunque scorrevole e la fotografia. Per il resto, siamo di fronte alla classica storia di "cose da fare e da dire prima di morire". In questo caso il Professor Richard, con un cancro ai polmoni e tre mesi di vita, decide di lasciarsi andare e di andare contro le regole e "le istituzioni". Così il nostro "ufficializza" le corna della moglie, beve ancor di più,  prova la marijuana, l’altro sesso… blaterando pillole di saggezza ai suoi studenti e alla figlia. Decisamente una sceneggiatura abbastanza prevedibile. La scelta di non dare background ai personaggi, all’inizio può rivelarsi persino azzeccata, purtroppo però quando i nodi della vicenda in se vengono al pettine, il castello crolla perché mancano appunto le fondamenta e  il risultato è poco credibile, poco sincero e paradossalmente per un film del genere, poco empatico.

“- Non trovi quanto questo sia naturale? Due uomini che si abbracciano un una chiesa palpeggiandosi l’un l’altro… Andiamo pervertito”

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