Euphoria (HBO)



“Sono nata tre giorni dopo l'11 settembre. Mia madre e mio padre hanno passato due giorni in ospedale tenendomi sotto la luce offuscata della televisione guardando quelle torri cadere in continuazione... finchè il lutto ha condotto all'insensibilità”

Quest'anno la HBO non ne sbaglia una e lo conferma anche questa nuova serie in 8 episodi, “Euphoria”, basata sull'omonima miniserie israeliana ideata da Ron Leshem, mentre la trasposizione statunitense è stata affidata a Sam Levinson. L'incipit è il medesimo di moltissimi drama di carattere adolescenziale, dove un gruppo di liceali si trova alle prese con orientamenti sessuali, droghe, alcol, amori, sesso e amicizie. E allora dove sta la novità? Direte voi. E' presto detto: il punto su cui si basa la novità rispetto ai suoi predecessori sta nel modo di raccontare, in maniera quasi brutale, ma talmente realistica da risultare illuminante, il vero mondo degli adolescenti di oggi, senza veli, mostrando spesso anche nudità e scene completamente oneste e facendolo con un punto di vista assolutamente empatico. Molte critiche però sono piovute addosso ad “Euphoria” proprio a causa di alcune scene troppo “crude”, ma in particolare due sono state quelle prese di mira: la scena con 30 ragazzi nudi sotto la doccia e quella con la visione di uno stupro in piena regola, senza tralasciare le parti più cruente. Ma sta proprio lì il punto di forza di “Euphoria”, essere vero al 100%, senza stare lì a girarci troppo intorno. 


“Tredici”, la serie della Netflix, raccontava lo stesso percorso di vita in maniera decisamente più cupa, in cui le problematiche puntavano sul senso di colpa e la riflessione, qui invece al telespettatore viene sbattutta in faccia la realtà, così com'è, senza tentennamenti. C'è la vergogna, la paura, il porno, l'aggressione fisica, l'autolesionismo, proprio per questo non è certamente una serie rivolta ad un pubblico con una sensibilità spiccata. Andiamo alla trama. Rue (Zendaya), è una diciassettenne in fase post-riabilitazione dalle droghe, circondata da amici non propriamente stabili: Nate (Jacob Elordi), atleta del liceo violento e pieno di rabbia, fidanzato con Maddy (Alexa Demie), poi troviamo Lexi (Maude Apatow), amica d'infanzia di Rue e sorella di Cassie (Sydney Sweeney), conosciuta dai più per un passato sessuale che influenza la sua vita ancora oggi, nonostante sia fidanzata stabilmente con Chris (Algee Smith), calciatore con molte difficoltà, poi c'è Jules (Hunter Schafer), ragazza transgender ultima arrivata in città, ed infine Kat (Barbie Ferreira), adolescente molto attenta al proprio corpo. Ma nel cast troviamo anche: Eric Dane, il Dottor Bollore di “Grey's Anatomy”, che qui interpreta Cal, padre di Nate, che nasconde molti segreti. Il cast è molto numeroso e nonostante è prevalentemente formato da ragazzi giovani, non possiamo dire che non se la cavino molto bene in ruoli non certamente semplici. La serie però non è soltanto fatta da momenti rumorosi e brutali, ma ci sono anche istanti più sereni, che però non sono assolutamente meno impattanti. Ci troviamo di fronte ad uno degli show più audaci degli ultimi tempi e non poteva che essere la HBO a regalarci questo interessante e coinvolgente spettacolo.

Commenti