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SOS Save Our Souls - Esse O Esse


Gli SOS ovvero i Save Our Souls, tornano sulle scene con SOS, 8 canzoni di rock all’italiana, con chiari riferimenti alla seconda metà degli anni '90, orecchiabili ed energiche, con qualche spunto interessante in chiave melodica e in fase d’arrangiamento. Nel complesso è un lavoro che scorre senza infamia e senza lode nella sua semplicità. Vera e propria nota dolente invece i testi, che non convincono appieno, a tratti didascalici a tratti cervellotici. Analizzando i brani singolarmente, “Venere acida”: che apre le danze, è un pop rock arioso e melodico, in un ipotetico mix tra i Negrita e Mario Venuti: “prendi la chiave dei miei sogni la mia vanità” non male. Si prosegue con “Non mi fermare”: che si poggia su un riff punk decisamente scontato ma che ha buoni risvolti nella melodia “cercami se vuoi io non insisterò”. “E non sai più cosa sei”: è una ballad pop gradevole: “C’è tanta sete d’amore e lutto si colora nella notte sai”. “Madre”: folk ballad “Oh madre questi sono figli tuoi” è un brano già edito riarrangiato in una nuova veste. “Ancora vivere”: “se parlerai di me io potrò ancora vivere” con un sound potente alla Vasco Rossi. “Corri Luna”: evocativa ballad che nella prima parte ricorda i primissimi Timoria e Litfiba, un pò telefonata la melodia del ritornello: “corri luna corri sola e non voltarti mai perché si nasce liberi se non muore mai l’invidia che fa spegnere le idee” dedica di un padre alla figlia. “Ancora un’ora”: il brano più orecchiabile: “Resta ancora un’ora sola questa notte non ha età”. Chiude il lotto a parer nostro il brano migliore, ovvero “Presidente”: pop sbilenco alla Decibel “prendi le ali ora riesci a respirare prendi le ali la risposta che cercavi è in noi che siamo solo sangue”

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