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Intervista con gli Electric Souls


Gli Electric Souls sono tre amici toscani, di Campi Bisenzio (FI), che si dedicano ad una musica calda e densa di passione, il cui genere è stato da loro ribattezzato “Earth rock” e che fonde sonorità funk, blues, soul e rock in un’anima sola. In occasione dell’uscita del loro recente singolo, “Colorfulness of you” abbiamo fatto loro qualche domanda. 

Avete pubblicato da poco il vostro nuovo singolo, ma questo non è il primo brano che pubblicate. Volete parlarci della vostra formazione e dei vostri esordi su disco? 

La nostra band è nata nell'ottobre del 2015 a Campi Bisenzio (FI). La band si è formata grazie all'amicizia e alle collaborazioni musicali: Dario conosceva Alberto, Alberto conosceva Alessio. La prima volta che siamo andati in sala prova abbiamo subito capito che c'era feeling musicale e che c'erano tutte le basi per formare una band. Avevamo l'esigenza di comporre musica nostra e sviluppare il nostro personale linguaggio musicale. Una delle caratteristiche principali della nostra band sicuramente è che siamo un trio e questo presuppone che tutti debbano suonare al 100% e molto intensamente per coprire la mancanza di altri strumenti. Siamo un power-trio classico con voce/chitarra, basso e batteria e questo permette ad ognuno di noi di avere molta libertà di scelta nel suonare il proprio strumento, soprattutto la chitarra. 

Un'altra caratteristica è che siamo sempre alla ricerca del groove, anche nei pezzi più calmi, perché ci piace che ci sia sempre movimento ed energia nei nostri pezzi. Un altro aspetto è che cantiamo in inglese perché riteniamo che si sposi meglio con il nostro genere di musica (e perché a Dario piace cantare esclusivamente in inglese!) Il primo Ep è nato dall’esigenza di avere dei pezzi registrati, così da poterci proporre nei locali ed ottenere le serate. I pezzi che sono contenuti nel primo Ep sono le prime 3 canzoni che abbiamo scritto e la loro particolarità principale è che rappresentano un po’ i nostri primi passi: pezzi istintivi, energici e senza troppi fronzoli. Guardandoci indietro il primo Ep rappresenta una fase transitoria per capire e sviluppare la nostra identità musicale attuale. 

Il secondo Ep è nato invece dall’esigenza di definire cosa intendevamo per Earth Rock. I mesi prima della registrazione siamo arrivati ad abbracciare questa idea e dunque registrare questi pezzi serviva per definire in maniera ufficiale la nostra direzione. I 4 brani contenuti nell’Ep vogliono in qualche modo mostrare le diverse sfumature della nostra musica ed è un lavoro che consideriamo molto più maturo del precedente in quanto i suoni sono molto più studiati e calibrati, c’è molta più dinamica e ovviamente tra la registrazione dei 2 Ep abbiamo anche raggiunto una consapevolezza e un’intesa musicale maggiore come band. Rispetto al primo Ep, dove gli strumenti sono stati registrati su tracce separate seguendo quello che è il modo moderno di registrare, nel secondo Ep abbiamo deciso di registrare in presa diretta, dunque tutti insieme come si faceva un tempo per mantenere il calore, il groove e la spontaneità dei pezzi. Da quando abbiamo registrato in questa maniera, ci siamo resi conto che questa modalità di registrazione è quella che mi più ci appartiene. 


Giunge quindi “Colorfulness of you”, registrato a sua volta in presa diretta e per la prima volta accompagnato da un videoclip. Come sono nati questo brano e il relativo videoclip? 

Colorfulness of you nasce dall’ascolto del musicista pakistano Nusrat Fateh Ali Khan. Nonostante la sua musica sia distante in un certo senso da quello che siamo abituati ad ascoltare in Occidente, abbiamo intravisto molte similarità nei ritmi, nei suoni e nelle intenzioni. Dunque abbiamo preso questi suoni e li abbiamo elaborati in maniera personale e adattati al nostro modo di suonare attraverso i generi del nostro Earth Rock. Dario ha buttato giù gli accordi e il testo, e tutti insieme in sala abbiamo dato forma al pezzo. Quando l’abbiamo suonato per la prima volta abbiamo avuto la conferma che non esistono barriere nella musica: la musica è fatta di possibilità e di condivisione tra i popoli. Unione di ritmi, di suoni e di linguaggio musicale. 

Innanzitutto abbiamo deciso di incidere secondo questa modalità per mantenere il calore, il groove e la spontaneità dei pezzi. Il fatto di non dover essere prigionieri del metronomo ci permette di fare qualche oscillazione nella velocità dei pezzi per creare movimento e dinamicità. Da quando abbiamo registrato il nostro 2° EP in questa maniera, ci siamo resi conto che questa modalità di registrazione è quella che mi più ci appartiene e rispecchia al meglio l’idea di suonare in maniera spontanea, diretta e libera. Il fatto di non usare sovraincisioni e ripuliture per noi è importante perché la cosa che ci piace di più è suonare live e non vogliamo che ci sia troppa differenza tra la registrazione in studio e la versione live, anzi ci piace nel live aggiungere qualcosa di nuovo ai pezzi anche in termini improvvisativi. 

Il video in qualche modo vuole rinforzare questa idea di spontaneità e la semplicità alla base vuole proprio andare in questa direzione. Il pezzo è molto funky, molto diretto, per cui il video è stato concepito per dare forza a questo aspetto. Il contributo che riesce a dare è forse quello di aiutare il pubblico ad entrare nella nostra concezione di fare musica. Come primo videoclip ufficiale abbiamo deciso di iniziare con qualcosa di semplice, appunto qualcosa che ci riprendesse durante la fase di registrazione. Questa scelta è stata adottata perché appunto volevamo che il video trasmettesse la spontaneità del pezzo! 


Qual è il messaggio che volete trasmettere con questo pezzo?

Dal punto di vista del testo il brano vuole celebrare l’amore descrivendo tutti i colori e le sfumature della persona amata. Un modo per descrivere l’altra persona da un punto di vista diverso attraverso queste metafore “colorate”, evidenziando tutte le emozioni e tutti i sentimenti in gioco. Dal punto di vista musicale invece, è stato concepito per trasmettere energia positiva dall’inizio alla fine. Vuole essere in qualche modo anche una riaffermazione del termine Earth Rock che abbiamo scelto per definire la nostra musica dove il jazz, il rock, il funk e il soul si uniscono per sviluppare le nostre idee musicali su un terreno comune. 

Prima di "Colorfulness of you” quali sono stati i brani più rappresentativi della vostra musica, contenuti nei due ep precedenti...

I pezzi che riteniamo più rappresentativi sono tutti i 4 pezzi contenuti nel secondo Ep, perché rappresentano in maniera completa le sfumature del nostro Earth Rock. Dunque il secondo Ep forma la base della nostra idea musicale e forse il nostro vero punto di partenza in termini musicali, ma soprattutto di identità. Per noi è davvero importante questo Ep perché ha segnato un punto di svolta nella band e ci ha dato la direzione che vogliamo seguire. Ci mancava solo le parole per rappresentare tutto ciò e le abbiamo trovate per fortuna. Erano dentro di noi da molti anni prima che la band si formasse e avevano solo voglia di uscire fuori e prendere una boccata d’aria. 

A proposito del vostro genere musicale, dicevamo all’inizio che l’avete ribattezzato “Earth rock”, un rock quindi legato alla Terra, intesa come pianeta, e quindi alle radici della musica... 

Earth Rock nasce dall’unione di 4 generi, ovvero quelli che ci caratterizzano: rock, jazz, funk e soul. La definizione di Earth Rock nasce dall’'idea appunto che le radici del jazz, del soul, del funky si intrecciano in ogni canzone in modo diverso e unico con il rock. Dunque Earth Rock vuole celebrare l’unione di questi generi e al tempo stesso le varie possibili combinazioni che possono nascere unendo questi 4 generi. La nostra anima è rock ma con sfumature jazz, soul e funk! Dunque i nostri pezzi vogliono esplorare la totalità delle possibilità di questa unione e questo si traduce nel fatto che i pezzi variano anche molto tra loro appunto, ma mantenendo sempre le caratteristiche di questi 4 generi in ogni pezzo, anche in maniera sopita. 

“Earth” nasce da una parte dall’immagine che le radici di questi 4 generi si uniscono tra di loro e che possano abitare e svilupparsi in un terreno comune; dall’altra parte che questi generi accomunano un po’ tutte le musiche del mondo e dunque Earth vuole cercare di abbracciare questa globalità! Questa idea è nata anche dal fatto che non sapevamo rispondere alla domanda “che genere fate?”. Dunque abbiamo deciso di adottare questa definizione perché essendo più generi uniti insieme, si è manifestata la necessità di un nome unico che li racchiudesse tutti. Earth Rock è nato in maniera spontanea tutto qui. 

Quali sono gli artisti che hanno ispirato maggiormente l’“Earth rock”? 

Jimi Hendrix, Cream, Dire Straits, Jamiroquai, Miles Davis, Wes Montgomery, Charles Mingus, John Scofield, Joe Pass, Deep Purple, Beatles, John Coltrane, Weather Report, James Brown. 

Siete molto giovani: come immaginate gli Electric Souls tra dieci anni? 

Tra dieci anni ci piacerebbe vederci impegnati sempre di più nell’attività live, creando sempre nuove canzoni e portandole in giro, magari anche all’estero. Se pensiamo al futuro ci immaginiamo ancora uniti e pieni di entusiasmo nel suonare la musica che più amiamo. 



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