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Phomea – Annie



Affrontare un tema delicato come quello di una persona cara che abbandona questa vita lasciando un vuoto incolmabile al suo posto è già di per sé coraggioso quando lo si fa in un brano. A questo tema invece Phomea dedica addirittura un intero album, “Annie”, elevando il suo coraggio all’undicesima potenza, come undici sono i brani che compongono questo suo intenso lavoro. 

Lungo queste canzoni Phomea (al secolo Fabio Pocci) affronta quindi lo spigoloso tema della morte e lo fa a volte in punta di piedi, altre volte lasciandosi andare a momenti più strazianti, ma mantenendo sempre una delicatezza e un’eleganza non indifferenti (e che non possono lasciare indifferenti).
Tutta questa leggerezza deve pure avere un fine o un disegno divino alle spalle che ti guidi al tuo cammino” canta l’artista in “Gravità”, che cerca un senso in una vita che ti dà e che ti toglie, che ti regala ricordi bellissimi e poi ti toglie le persone con cui quei ricordi sono stati vissuti, forse perché in cambio vuol lasciarti qualcos’altro, qualcosa di ancora più forte, un legame che vada oltre il corpo, oltre il tempo, oltre lo spazio. 
Per dare un senso al vuoto che in certi momenti della vita inevitabilmente ci travolge, bisogna prima di tutto che “esser vivi non sia più così scontato”, come canta in “Solo aria”: non bisogna dar per scontata la propria vita, anzi non bisogna dar per scontato niente, non bisogna attendere una felicità futura, non bisogna lasciare che le cose passino senza lasciare almeno un insegnamento, un ricordo importante, “un gesto” (“Mi manca un gesto”), e non bisogna soprattutto dare per scontato il tempo che ci è concesso accanto alle persone che amiamo, perché non ci è dato sapere quanto questo durerà. 
Ciò che conta è insomma il “qui e ora” e l’artista toscano sembra averlo imparato bene a sue spese, sulla sua pelle, perché dalla sua voce tremula e spezzata e dalla sua chitarra che spesso infuria appassionata troviamo l’esorcizzazione del dolore affrontato in storie che conosciamo solo in parte, attraverso queste magnifiche undici canzoni, ma che muovono anche il nostro cuore.
Con richiami sonori che vanno dagli anni 90 ai cantautori non solo italiani ma anche (e soprattutto) americani, Phomea ci regala un disco personalissimo e urgente, che non segue e non ha alcun interesse di seguire le mode ma piuttosto di fermare delle idee, sublimarle con la potenza suggestiva della musica e immortalarle così per sempre.
Un cantautore insolito da tenere assolutamente d’occhio. 


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