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Batwoman (The CW)



Tre anni fa, quando Batman è sparito misteriosamente, la città si è divisa… alcuni speravano che sarebbe tornato, altri immaginavano fosse morto. Io ho pensato che avesse abbandonato Gotham per la stessa ragione per cui aveva abbandonato la mia famiglia: perché non gli importava”


La The CW continua la sua lotta contro il crimine arruolando ogni anno sempre nuovi supereroi e stavolta tocca a “Batwoman” farlo. Certo, è carina l’idea di creare finalmente una serie sulla donna pipistrello, visto che di Batman ne abbiamo viste di ogni, ovunque e soprattutto interpretato da chiunque, era giusto prima o poi dare un po’ di spazio anche a lei, ma stiamo parlando della The CW e purtroppo già dai primi fotogrammi non possiamo non notare quanto il network abbia distrutto un settore che negli ultimi anni in molti invece stavano cercando di portare a livelli qualitativi notevoli. Dopo “Arrow”, “Flash”, “Legend of Tomorrow” e “Supergirl”, la DC Comics, a quanto pare annebbiata dal Dio denaro, si è lasciata nuovamente convincere ed ha deciso di dare al canale la possibilità di deludere ancora una volta i fan della DC. 



L’incipit è spiegato pienamente nella frase iniziale: “Batman è sparito misteriosamente da tre anni”, quindi una ragazzina, Kate Kane (Ruby Rose), spinta dalla rabbia di essersi sentita abbandonata, decide di dedicarsi alla difesa di Gotham in assenza dell’uomo pipistrello. Nel cast (da dimenticare, con interpretazioni a tratti agghiaccianti) troviamo anche: Rachel Skarsten, nei panni di Beth, sorella (presunta morta) di Kate; Meagan Tandy che interpreta Sophie Moore, agente di alto livello, ex di Kate; Nicole Kang nel ruolo di Mary Hamilton, sorellastra di Kate, le due sono completamente agli antipodi; Dougray Scott, nei panni di Jacob Kane, padre di Kate e Beth, ex colonnello militare che gestisce un’agenzia di sicurezza privata; ed infine Elizabeth Anweis nel ruolo di Catherine, matrigna di Kate, tra le figure più potenti della città.




Quindi da anni nonostante i tentativi di alcuni di mantenere un discreto ordine alle cose la città è allo sfacelo totale, quindi serve una figura che dia speranza e questa figura non potrà che essere la nostra eroina di turno, come nei più classici show del settore e manco a dirlo dietro le quinte c’è il solito Greg Berlanti – che è anche produttore esecutivo - che qui crea il tutto insieme a Caroline Dries. 


C’è davvero ben poco da dire su questo genere seriale: sembra di assistere sempre allo stesso format, con la stessa trama, le medesime idee, il tutto privo di spunti o guizzi particolari, dove la prevedibilità la fa da padrone. La trama di “Batwoman” tra l’altro risulta ancora più noiosa dal fatto di ritrovarci gira e rigira sempre a Gotham, ci sembra di rivivere da anni in un unico lungo telefilm, con volti diversi, ma con gli stessi identici personaggi, le stesse strade, gli stessi nomi. Forse occorrerebbe far respirare un po’ il mondo di “Batman” e di tutte le facce che ruotano intorno allo stesso, perché troviamo eccessivo ed anche un po’ un accanimento ritrovarci sempre lì, ovunque: al cinema, in tv, sui canali on demand… ovunque ci voltiamo siamo sempre a Gotham. Anche basta.


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