Passa ai contenuti principali

Maledetti Amici Miei: su Rai 2 la tv che ci piace



"Maledetti Amici Miei", parafrasando il film di Monicelli, ieri sera è stato il punto più alto della tv pubblica non so da quanto tempo. Un regista e tre attori, un canovaccio, proprio come un film. Storie di vita vissuta centellinate per dimostrare quanto spesso la realtà sia fonte di ispirazione per il cinema. Soprattutto per il Cinema italiano odierno, che con Sorrentino, Garrone, ecc., ha recuperato quel neo realismo che è stato il miglior periodo per la cinematografia italiana, divenuta apprezzata (e copiata) nel mondo.


"Maledetti Amici Miei" è andato in onda - per la prima volta - su Rai 2 grazie all'idea del regista Giovanni Veronesi e degli attori Sergio Rubini, Rocco Papaleo e Alessandro Haber.


Oltre alla sceneggiatura c'è anche un'ambientazione: un Città, un paese, la Puglia, quel Sud che ognuno di loro porta dentro, ciascuno per le proprie radici. 
Si sono raccontati i 4, ed hanno raccontato i loro ospiti, in primis l'ansiosa Margherita Buy ("riempite di ansie i vostri figli") poi un "sadomaso" Carlo Verdone e un "camaleontico" Max Tortora. Retroscena e perle via via raccolti e donati ad un attento pubblico.


Ritmi molto serrati, tanta teatralità, improvvisazione in un clima assolutamente sereno, tanto da coinvolgere il telespettatore, portarlo a ridere incredibilmente e ridere - questa è la cosa più importante - di cose non frivole o banali.
Veronesi, Rubino, Papaleo e Haber non hanno messo a nudo i loro personaggi, ma si sono messi a nudo come artisti e uomini. Completamente.


Tra la sigla di inizio affidata ad un emozionante Paolo Conte, e una sigla finale creata ad hoc da Sangiorgi dei Negramaro, che giocava un pò in casa, intorno alle 23.20 Veronesi ha tuonato: "Non siamo più in fascia protetta, possiamo dire le parolacce!". Da qui ne è sorto un caos goliardico (una comparsa si è mostrata a tette al vento per solo un secondo e mezzo), divertente, con la nonnina che dice "cazzo" quando viene incalzata dal regista. 

Ed è qui che iniziano i racconti "sconci". E Papaleo è quasi dolce, umano, quando mostra il suo rapporto adolescenziale con le donne e con... il sesso. Lui, che alla frase "Devi venire fuori", capisce... di dover venire fuori... dalla tenda del campeggio. Davanti a una famiglia intenta a fare un barbecue. 


Aspettiamo adesso, trepidanti, un'altra puntata.


Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...