Passa ai contenuti principali

Watchmen (HBO)


“Io so chi sei! Non mettere quella maschera del cazzo!”

Tratta dalla serie a fumetti della DC Comics pubblicata tra il 1986 e il 1987, dopo appena tre episodi possiamo senza alcun dubbio affermare che “Watchmen” è una delle serie televisive più belle dell'anno, ma non solo, è a tutti gli effetti una delle serie sui supereroi più belle di sempre. Sequel dell'omonimo fumetto, ambientato trent'anni dopo le vicende dello stesso, lo show ha in se la forza di estraniarsi dal padre cartaceo restandone però legato indissolubilmente. Ambientato ai giorni nostri, la serie però parte dal massacro di razza a Tulsa, Oklahoma, nel 1921, quando per pura violenza razzista un gruppo di cittadini bianchi decise di fare una strage di persone di colore. E' stato uno degli atti di violenza razziale più crudeli della storia americana e partire da racconto di questa storia, rende “Watchmen” una serie già immensamente audace. Damon Lindelof, già co-creatore di “Lost”, è proprio adatto a mettere in scena uno spettacolo che è un perfetto mix narrativo, che concentra in se disperazione e oscurità.



Il personaggio centrale è quello interpretato da una bravissima Regina King, Angela, detective di colore di Tulsa, proprietatia di una pasticceria, che segretamente fa anche la vigilante: indossa una maschera e diventa Sorella Notte. Già dalla sua protagonista intuiamo come una serie su un supereroe donna di colore sia già di per se come il suono del gessetto sulla lavagna che stride contro tutto quello che vediamo solitamente in tv e al cinema dove Marvel e DC ci portano di solito a confrontarci invece con supereroi uomini e bianchissimi. Quindi, come dicevamo ci troviamo nel 2019, 34 anni dopo il misterioso avvenimento che colpì New York dopo la morte di Edward Blake, fatti raccontati nei fumetti dell'epoca. In quel periodo i “vigilianti” inizialmente visti come degli eroi, si trasformarono a poco a poco agli occhi della gente come delle minacce, soprattutto quando uno di essi, Adrian Veidt, alias Ozymandias - qui interpretato da uno splendido Jeremy Irons - creò un attacco su New York coinvolgento un calamaro gigante e provocando la morte di milioni di persone. Gli altri compagni ovviamente restano disgustati dal gesto ed uno di loro, Rorschach, giustiziere mascherato violento e crudele, minaccia di rivelare tutto e rendere pubblico quello che è successo, ma il Dottor Manhattan lo ferma e lo uccide e sarà costretto ad andare in esilio su Marte. L'uomo si trova ancora lì e il “vigilanismo” è rimasto da allora ancora illegale.




Il Paese è oggi nuovamente in rivolta per colpa di tensioni razziali ed un gruppo terrorista, che è entrato in possesso del famoso diario di Rorschach, si scaglia contro la polizia locale. A proteggere questi ultimi non bastano le leggi in atto e quindi entreranno in scena i “vigilanti”.  La forza dello show, come dicevamo all'inizio, sta nel prendere elementi in prestito dal fumetto originario e farne una storia completamente a se stante, che non racconta “Watchmen” 1986, ma è totalmente “Watchmen” nel midollo. Nel cast anche: Don Johnson che interpreta Judd Crawford, commisario di polizia; i poliziotti e vigilati: Tim Blake Nelson nei panni di Wade alias “Specchio”, Andrew Howard che interpreta “Terrore Rosso” e Jacob Ming-Trent nei panni di “Panda”.




Di contro troviamo i servitori di Veidt: il Sig. Phillips (Tom Mison) e la Sig.ina Crookshanks (Sara Vickers); e poi ancora Louis Gossett Jr. che interpreta invece Will Reeves, anziano sopravvissuto, come Topher (Dylan Schombing), ai disordini razziali di Tulsa; ed infine Yahya Abdul-Mateen II, nei passi di Cal, marito di Angela. Il cast è numerosissimo, ma eccellente, ed è un altro punto a favore di una serie che è proprio creata ad arte per lasciare traccia e lasciare un ricordo indelebile sulla storia della serialità fantasy, riuscendo a creare una propria identità basandosi su una serie a fumetti ritenuta da sempre uno dei più grandi cult della storia comics. Unendo il consenso dei nerd, dei fan, dei telespettatori e soprattutto della critica, la serie si appresta a fare ben presto ovunque incetta di premi.



Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...