"Cena con delitto - Knives Out" di Rian Johnson



“Cena con delitto - Knives Out”, è un film di quelli da guardare, nelle sue forzature, imperfezioni, nel suo eccessivo spiegarsi finanche. Perché semplicemente Rian Johnson, coadiuvato da un'ottima squadra attoriale: Daniel Craig, Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, realizza un film intelligente, che va a segno con garbo e ironia e riesce servendosi di un genere, il giallo classico, alla Agatha Christie per intenderci, dove non mancano le citazioni, da "Agatha Fletcher" a "So cosa hai fatto l’estate scorsa", persino a "Cluedo", il celebre gioco da tavola, per  portare un messaggio di accoglienza, un messaggio oggi più che mai, quanto meno a parer nostro, necessario.



La  vicenda è mossa dalla morte di uno scrittore famoso che ha costruito un’impero, gestito oggi dai suoi u figli e nipoti, che come genere, gioco, impongono, hanno tutti un motivo per averlo ucciso. Mentre l’ipotesi preponderante è comunque il suicidio arriva il famoso detective privato interpretato da Daniel Craig, che è un misto tra l'ispettore Clouseau e Sherlock Holmes per non farci mancare niente, mente brillante, pagata non si sa da chi per occuparsi del caso che andrà dipanandosi con un interesse crescente, nonostante qualche eccesso, anche didascalico, che non ne fanno un film perfetto, ma, come dicevamo prima, comunque necessario.. in senso di attualità, di politica. E’a questo punto che viene fuori l’ironia tagliente che permea i fotogrammi e si apprezza maggiormente l’impianto teatrale, lo scavare nel genere e nei sotto generi. Un’opera compiuta che si fa vanto delle sue imperfezioni e in tal modo riesce a veicolare il suo messaggio di fratellanza.



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