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"Niccolò Fabi" Resoconto Live Palermo



Resoconto Live Niccolò Fabi – 13 dicembre 2019

E’ un applauso calorosissimo quello che accoglie Niccolò Fabi al Teatro Golden di Palermo. Ancor prima di cominciare, il cantautore romano viene accolto come merita sul palco insieme alla sua band, tra cui fanno parte nomi molto conosciuti in ambito indie: Alberto Bianco al basso, Roberto Angelini alla parte elettronica e Pier Cortese alle tastiere e chitarre, i tre ovviamente lo aiutano anche nei cori e Cortese canta due pezzi insieme al protagonista della serata: “Vento d’estate” e “I giorni dello smarrimento”, scritta a quattro mani e inserita nell’ultimo album, “Tradizione e Tradimento”, che è anche titolo del tour che sta vedendo il nostro calcare decine di palchi in tutta Italia.


Da quest’ultimo album ci fa ascoltare tutto quello che c’era da ascoltare, dalla prima all’ultima canzone, fa una breve pausa dopo “Nel blu” e saluta il pubblico: “quest’ultima è una canzone che parla di rischi, che parla di scelte, che parla di salti, di perdite di equilibrio, quindi di inevitabili potenziali pericoli… ma dietro ogni scelta c’è una componente di rischio… per noi che facciamo musica, presentarci di fronte al pubblico rappresenta un inevitabile rischio di sottoporci al giudizio altrui. Devo dire però che in questi oltre vent’anni ho avuto sempre il conforto delle persone che ho davanti, quindi per me è stato facile in qualche modo lasciarmi andare perché ero sicuro ci sareste stati voi a raccogliermi”. Poi inevitabilmente e giustamente torna a ripercorrere oltre vent’anni di carriera, toccando tutti quei pezzi che, come dice Fabi stesso, si congiungono al nuovo percorso, quello fatto di “tradizione e tradimento” per l’appunto, per questo non ci farà ascoltare brani come “Capelli”, “Se fossi Marco”, “Rosso”. Lo stesso ci racconta:



“La scaletta dei concerti è evidentemente un operazione molto molto complicata, perché ovviamente si tratta di fare a volte un operazione impietosa… alcune canzoni inevitabilmente rimangono fuori dalla scaletta non per ragioni di qualità, ma forse perché all’interno di una storia che io voglio raccontarvi stasera alcuni elementi magari sono meno appropriati di altri e quando ho ascoltato con diversa attenzione le canzoni vecchie per cercare di capire quali tra quelle potessero entrare in maniera giusta all’interno del discorso nuovo, sicuramente quella che suoneremo adesso per voi ha trovato molto facilmente la sua collocazione, perché mi rendo conto che è un argomento che io ho sempre più o meno trattato, a seconda dell’età in maniera diversa, quello delle scelte, di riuscire a trovare un orientamento, la giusta direzione. Questa canzone nasce 16 anni fa, è una canzone del 2003 che si chiama ‘E’ non è’”, uno dei capolavori del nostro. Da lì in poi ci farà ascoltare brani come “Costruire”, “Il negozio di antiquariato”, “Solo un uomo”, “Una buona idea”, “Ecco”, “Una somma di piccole cose”, “Facciamo finta” e la splendida “Vince chi molla”, solo piano e voce, “così come è nata”, commuovendosi e facendo commuovere, per poi concludere la lunga serata di oltre due ore con “Lasciarsi un giorno a Roma”. Si congeda facendo una promessa: “Magari ci rivedremo la prossima estate” e noi ce lo auguriamo perché Niccolò Fabi è una delle poche certezze cantautorali di qualità che ci sono rimaste in Italia e sentirlo live è semplicemente la conferma della sua bravura.



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